Categoria: Primo Piano

ELEZIONI REGIONALI :AFFINCHE’ TUTTO NON TORNI COME PRIMA …

Lavoro,sanità,scuola,trasporti,gestione rifiuti,difesa dell’ ambiente i punti nodali della governance regionale sui quali i cittadini chiamati al voto dovrebbero potersi pronunciare una volta adeguatamente informati sulla situazione esistente.
Ebbene fino ad oggi non un solo candidato al consiglio regionale ha ritenuto di immettere nel dibattito elettorale l’analisi del bilancio, cioè l’articolazione della spesa pubblica, più precisamente in quali settori e con quali risultati sono stati spesi i soldi, gli obiettivi dichiarati e sistematicamente mancati.

METAFORE ELETTORALI: CAIMANI STRUZZI E QUAGLIE

Forse non lo avete mai visto da vicino ma di sicuro lo conoscete.
Parliamo dello struzzo: l’uccello gigante dalle zampe lunghe e dalle magnifiche piume bianche e nere.
Quell’uccello che, secondo Aristotele avrebbe una natura ibrida, mezzo uccello e mezzo mammifero di terra.
Sì, proprio lui: quello strano “gallo” enorme che tutti conoscono per quella sua mania strana di cacciare la testa sotto la sabbia.
Si dice che lo faccia quando ha paura e non vuole essere visto o non vedere.
E’ per questo che anche fra noi umani diciamo “non fare lo struzzo” a chi ha paura e tenta improbabili difese “da struzzo”.   (3 fine)

Riccardo Benvenuto

METAFORE ELETTORALI: CAIMANI STRUZZI E QUAGLIE

• La quaglia è un uccello diffuso in tutta Europa, dove rappresenta l’unico esemplare di uccello galliforme migratore.
• Il suo habitat preferito sono i campi e le praterie dove riesce a mimetizzarsi completamente con la vegetazione.
• Conduce una vita solitaria ma migra in stormi.
• In questi animali è quasi impercettibile il dimorfismo sessuale:
• In passato era assai diffuso allo stato libero, oggi lo è meno, a causa della caccia sportiva in quanto il suo volo di fuga è lento.
• E’ un uccelletto che predilige il volo notturno in fase di migrazione.
La sua alimentazione è costituita da semi duri, chiocciole e insetti.
• Costruisce il suo nido a terra, in una buca nascosta tra la vegetazione.

Riccardo Benvenuto  (2 continua)

METAFORE ELETTORALI: CAIMANI STRUZZI E QUAGLIE

Non si illudano, con quest’ultima citazione, gli emulatori indigeni, (loro non sono nemmeno da considerare sottospecie), ora concentrati ed assorti a farsi accogliere in altre case, in vista dello sfascio catastrofico della loro che li aspetta pronti, se qualcuno dovesse aprirgli la porta, a continuare a far danni in casa altrui.

PRESENTATE LE LISTE MA NON C’E’ L’ODORE DEL SANGUE…..

Con un PD ridotto,grazie alla gestione commissariale,a presenza ectoplasmatica del dibattito politico,era inevitabile arrivare alla scadenza  elettorale nelle condizioni di frantumazione e faide interne che troveranno conferma nei numeri che  usciranno dalle urne il 4 ottobre.
Del resto non mancano impietose valutazioni provenienti dall’interno dello stesso PD dove l’uscente consigliere regionale Francesco Pitaro giudica la gestione commissariale del partito “chiusa,settaria,direi per alcuni versi miserabile e culturalmente miope di un partito privo di visione e di intelligenza politica.
Ne farà le spese la povera Amalia Bruni,vittima cinicamente predestinata alla sconfitta,che potrà fare molto poco nelle urne consociative con il suo talento di neuroscenziata,i suoi successi professionali,la stima di cui gode,l’impegno civico e la riconosciuta vicinanza alle fasce deboli del corpo sociale. Amalia Bruni era la candidata ideale per un PD politicamente affidabile,eticamente inattaccabile,idealmente motivato e non ridotto, come gìà scriveva, governando Oliverio,il compianto Paolo Pollichieni,penna cambattente del giornalismo calabrese, sul Corriere della Calabria, in un editoriale dal titolo “Il PD calabrese è finito ( ma forse non lo sa)”.Ecco il passaggio:””Sono il partito dei fondi comunitari,del trasversalismo affaristico, degli ipermercati a 5 stelle,dei pellegrinaggi ginevrini alla corte di Aponte,della burocrazia mercenaria,delle consulenze addomesticate, del familismo amorale, delle concubine “usa e getta”,delle dame senza cavalieri e dei cavalieri con tante dame….”.A questo micidiale anatema nessuno ha mai replicato né in Calabria né da Roma.( Nella foto Luigi De Magistris )

DISASTRO SANITARIO (2): MANCANO I NOMI…..

Sappiamo i danni, sappiamo degli imbrogli, dei bilanci che non si possono approvare perchè manifestamente falsi, sappiamo che le ASP nascondono debiti fuori bilancio di svariati milioni, di contenziosi nati nella certezza di soccombere giudiziariamente e, una volta condannati al pagamento, non ottemperare facendo maturare interessi da capogiro.Sappiamo di milioni non spesi per fronteggiare la pandemia ma non sappiamo dove sono finiti e come sono stati utilizzati.Sappiamo che erano state stanziate le risorse per l’acquisto di ventilatori polmonari ma non sappiamo che fine hanno fatto i milioni di euro visto che i ventilatori non risultano acquistati.Peggio se acquistati e non utilizzati. Sappiamo che a fronte della riduzione del personale medico e paramedico andato in pensione andavano emessi i bandi per l’assunzione di nuovo personale ma i bandi non sono mai venuti fuori. Meno che mai l’aumento dei posti in terapia intensiva. E potremmo continuare attingendo al libro di Badolati e Sabato senza però poter arrivare ai responsabili, cioè nome e cognome, del disastro sanitario.Secondo un vecchio detto popolare sappiamo i peccati ( le malefatte) ma non i peccatori ( i responsabili delle malefatte). Nella foto il supercommissario Guido Longo.

ELEZIONI REGIONALI: IL VUOTO POLITICO NELLA CALABRIA CHE BRUCIA

Il problema della qualità e competenza della classe dirigente non è solo della Calabria ma puo’ valere per tutto il Mezzogiorno che non ha mai sentito il peso dell’impietoso giudizio che ebbe a darne Gaetano Salvemini. La sociologia politica da decenni va predicando che il problema cardine del Mezzogiorno è la selezione della sua classe dirigente.

La campagna elettorale ai blocchi di partenza fa registrare la novità che sia il centrodestra che il centrosinistra hanno dovuto affrontare la questione degli “impresentabili”, cioè di presenze in lista di nominativi compromessi o coinvolti in vicende di mafia o incorsi in reati contro la pubblica amministrazione. Sarà la commissione parlamentare antimafia a valutare e dare il via libera alle candidature. Sarebbe interessante e, forse, anche utile ricostruire cronologicamente, di legislatura in legislatura, in 50 anni, quanti consiglieri o assessori regionali hanno dovuto fare i conti con inchieste e misure dell’autorità giudiziaria, da quelle restrittive all’obbligo di dimora fuori regione.

CODICE ETICO IN VERSIONE NAPOLETANA

Avevamo già registrato un affollamento di candidati per la carica di primo cittadino a Palazzo dei Bruzi e consideravamo che troppi candidati, una volta esclusi , individuato il più favorito, non avrebbero fatto in tempo a smaltire il risentimento dell’esclusione e verosimilmente non si sarebbero offerti come donatori di sangue per il favorito. Inopinatamente è piovuto dall’alto un sondaggio mai annunciato, promosso dal PD e portato in Calabria da quel facilitatore di alleanze perdenti, Francesco Boccia, assurto a responsabile nazionale PD per gli enti locali. Ma c’è di più. Il facilitatore di alleanze perdenti ha portato da Roma anche un “codice etico” da applicare nella scelta dei candidati-si presume-sia alla regione che al comune di Cosenza. Il tutto affidato allo stratega per caso, in attesa di un seggio parlamentare, Stefano Graziano, cui il Pd nazionale ha affidato inconsapevolmente il compito di estinguere il PD in Calabria con tutta la sua storia e le residue possibilità di rinascita. (Nella foto Francesco Boccia)

SE ANCHE DE MAGISTRIS GIOCA A PERDERE…..

Se si tiene conto che il centrosinistra è, ad oggi, diviso sulle candidature di Amalia >Bruni e di Luigi De Magistris , a fronte di un centrodestra e Roberto Occhiuto che, salvo rappresaglie di FdI con Wanda Ferro, marciano compatti, ci si rende conto che è difficile mettere insieme i numeri per battere il centrodestra. A quel 54 per cento che non va a votare è improbabile che interessi se vince la destra o la sinistra, oppure Occhiuto.Bruni o de Magistris.Diversamente andrebbe a votare.Non andando a votare si ha come conseguenza che il sistema si vota e si perpetua da solo, con i voti di chi del sistema fa parte. Maggioranza e opposizione escono dalla stessa base elettorale che spregiudicatamente si muove da uno schieramento all’altro decretandone di volta in volta il successo in un perverso meccanismo di alternanza.(Nella foto Luigi De Magistris)