RASSEGNA STAMPA – AGENZIA DI STAMPA “AGI”… IL MINISTRO GIORGETTI, SE BISOGNA VENDERE, E’ PER IL BANDO APERTO A CHI HA INTERESSE. PROTESTA IL COMITATO DI REDAZIONE: L’ENI NON HA NECESSITA’ DI VENDERE.

Estratto dall’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

Non bisogna dare per fatta la vendita dell’agenzia Agi al gruppo di Antonio Angelucci. Giancarlo Giorgetti non lo dice in modo chiaro, ma fa capire che la partita non è chiusa. Durante il question time alla Camera, il ministro dell’Economia recita due parti in commedia. Da un lato, si chiama fuori, spiega che non è a lui che bisogna chiedere della trattativa o di vigilare su eventuali conflitti di interesse. […] E, di fatto, apre alla vendita dell’Agi, sottolineando che è una «questione di per sé delicata che una società partecipata dallo Stato possegga un’agenzia di stampa, poiché questo potrebbe alimentare dubbi sulla effettiva libertà di informazione della stessa». […] In realtà, pare che non sia quello lo scenario a cui pensa Giorgetti. Il quale ribadisce che «il ministero, come azionista dell’Eni, non ha un interesse a detenere alcuna forma di partecipazione in un’agenzia di stampa». Ma poi aggiunge due frasi che lasciano viva la speranza dei giornalisti dell’Agi in sciopero. Dice che il Mef «potrebbe esigere la massimizzazione del valore economico in merito a una eventuale alienazione». E che le procedure di vendita «devono sia soddisfare i requisiti di trasparenza sia essere competitive, sia garantire i livelli occupazionali». Insomma, l’Eni può anche vendere l’Agi, ma nel caso deve farlo con un regolare bando di gara. E lui non intende agevolare vendite sottobanco, né concedere corsie preferenziali ad Angelucci, con il quale non ha rapporti personali o politici. Nel Pd colgono il messaggio tra le righe, ma non si fidano. […]