Vai al contenuto
Cosenza Oggi e l'area urbana
Cosenza Oggi e l'area urbana

Menu principale

  • HOME
  • Rassegna Stampa
  • Politica
  • Cronaca
  • CULTURA
  • Arti e Spettacolo
  • CONTROPIANO
  • Cookie

Breadcrumb

  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 16
  • PRIME PAGINE DEI GIORNALI DI OGGI

PRIME PAGINE DEI GIORNALI DI OGGI

Scritto il 16 Ottobre 2026Autore la redazione

Postato in Rassegna Stampa
no-data taggate

Navigazione articolo

%titolo
%titolo

Sidebar primaria

Tutto il resto è noia Il teppismo degli adolescenti, e gli adulti che li scusano in nome dell’ennui

 

(di Guia Soncini – fonte linkiesta.it)

La storia della minicar di Roma come quella delle proteste francesi racconta di giovani annoiati, al pari di quelli che l’hanno preceduti: solo che oggi un partito dei genitori e politici disposti a giustificare ogni cosa sarebbe maggioranza

Ad aprile erano quarant’anni da quando, vicino a Milano, morì una neonata che se ne stava nella macchina dei genitori inconsapevoli: passarono sotto a un cavalcavia nel momento in cui qualcuno faceva cadere un masso. A dicembre saranno trent’anni da quando, nello stesso modo, morì una giovane donna, vicino Tortona.

Lo dico non per ipotizzare che ci sia qualcosa di nefasto negli anni che finiscono per sei, ma per ricordare a chi era vivo nel Novecento che «sassi dal cavalcavia» era, un po’ come «stragi del sabato sera», un modo in cui chi allora faceva i giornali cercava di ridurre a formula ricevibile quello che resta uno dei più grandi indicibili: nella società del benessere che ha risolto i problemi che minacciavano la vita, dalla fame alla guerra, i ragazzi spesso si annoiano, e per movimentare la noia fanno, con frequenza superiore a quella per noi accettabile, cose violente, cose stupide, cose pericolose, cose criminali.

La storia dei due ragazzini di Roma che un paio di settimane fa così, perché «ci stavamo annoiando», si sono messi a cercare di far cadere la gente per strada, e uno l’hanno fatto cascare dal monopattino e sbattere la testa e finire in coma, è una storia di quelle per cui i giornali diventano matti, perché è come la fine dell’amore secondo Cocciante: non c’è mai una ragione.

Puoi intervistare tutti gli psicologi, fare tutte le analisi del presente, ricostruire tutti i modi in cui l’infanzia è destino e tutte le altre puttanate consolatorie che ci raccontiamo da quando abbiamo inventato la psiche, ma una logica non c’è. Nella cronaca degli interrogatori che c’era sul Corriere di ieri, a un certo punto gli articolisti scrivevano sconsolati: «Nessuna chat, nessuna sfida social». Potessimo almeno dire che è YouTube che li fomenta, che è TikTok, che è qualche diavoleria della modernità, e invece no, son stronzi e basta.

Un mio conoscente che vive a Parigi è stravolto dal fatto che i suoi figli quest’anno non hanno praticamente ancora frequentato la scuola: la valanga di disastri è partita il 17 settembre da uno sciopero dei docenti a Créteil, alla periferia di Parigi, e da lì è diventata affare di studenti che si annoiano quanto quelli di Roma, ma sono abbastanza furbi da procurarsi una copertura ideologica invece di dichiararlo: danno fuoco alle macchine o peggio mica perché sono teppisti senza costrutto, ma perché vogliono migliori condizioni scolastiche.

Ma certo. D’altra parte ai tempi miei si occupava la scuola per le malefatte della Falcucci, mica perché occupare la scuola significava passare la notte fuori senza dover discutere coi genitori dell’orario di rientro.

Il mio conoscente è stravolto dal fatto che la Francia si stia trasformando in un’americanata, un documentario di Michael Moore (a Marsiglia un quattordicenne ha sparato a prof e preside), ma ancor più, non essendo lui francese, dall’orgoglio francese rispetto alle proteste violente: si percepiscono intenti a prendere la Bastiglia, mica equipaggiati di figli teppisti, dello stesso teppismo annoiato e satollo di tutti gli adolescenti d’occidente.

«Il fine giustifica i mezzi», gongolano adolescenti impuniti a giornalisti che non sono lì per prenderli a coppini e dirgli di andare a studiare, ma per non sembrare insensibili al “disagio giovanile”, questa etichetta da titoli di giornale che è perfetta per il tempo rammollito che viviamo, un tempo in cui i genitori pagano lo psicologo ai figli acciocché essi possano lamentarsi di quanto li vessa una società che non li manda in miniera a otto anni o nei campi a dodici. Subito dopo o subito prima, l’immaginetta dello stesso adolescente che bacia Mélenchon svela che non è uno specifico italiano, quello della situazione grave ma non seria.

Per la gioia dei cronisti, le proteste francesi sono piene di video – certo, non sono quelle che abbiamo imparato a chiamare challenge, cioè dichiarati rilanci a chi la spara più grossa, ma forse è arrivato il momento di capire che la sfida (traduzione di “challenge”) non ha bisogno d’essere dichiarata a parole: quando accendi la telecamera del telefono, sei sempre su un palcoscenico, stai sempre sfidando quello che ha preso più like di te, stai sempre gareggiando per quel buco nero che è l’attenzione, quella droga che non basta mai.

Per la gioia dei sociologi, in uno di questi video i ragazzini rappano una canzone sulla quale ci sarebbero stati duemila editoriali trent’anni fa, quando avevamo deciso che la colpa della violenza giovanile era del rap – a spanne direi: prima di cominciare a dare la colpa ai videogiochi, e subito dopo aver finito di darla al cinema. È una canzone il cui io narrante dice di non aver paura dell’inferno, di essere pronto a prenderli uno per uno mentre si fingono morti, al Bataclan. Per chi non avesse memoria per i nomi, il Bataclan è il teatro di Parigi in cui undici anni fa qualcuno riuscì a salvarsi da una strage fingendosi già morto: probabilmente anche gli attentatori di quella sera si annoiavano.

La canzone che cita il Bataclan dice «nessuno mi può fermare tranne Allah», ma a filmarsi mentre la cantano sono – per complicare la giornata a chi pensa che esistano appartenenze e guerre culturali, e non solo ritornelli svuotati di senso per un po’ d’attenzione che ci distragga dalla noia – ragazze bianche dentro una chiesa. Ideologie senza ideologia: cosa può mai andar storto.

Se i ragazzini di Roma si procurano un’appartenenza, se i loro avvocati sono abbastanza furbi da dichiarare che il loro male di vivere è dovuto alle inadeguatezze della scuola o a quelle della politica, magari persino loro riescono a essere considerati utili per qualcuno in cerca di voti: in Francia non è solo Mélenchon, anche il sindaco di Saint-Denis si è fatto filmare in scene di amicizia (non userò la parola «complicità» perché ho fatto voto di continenza) coi manifestanti.

Al processo per quelli dei sassi dal cavalcavia del 1996, il pubblico ministero disse che gli imputati avevano concepito quel passatempo «per scacciare la noia, non sapendo come trascorrere una serata d’inverno, durante il periodo natalizio».

Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che una lista elettorale consacrata a scusare tutto in nome dell’ennui sarebbe maggioritaria. Poveri ragazzi, è colpa nostra: non li abbiamo intrattenuti abbastanza.

CLICCA SUL 3 PER SEGUIRE CAMTELE3TV

seguici

LOGIN

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

venerdì 16/10/2026

MAI DIMENTICARE LA STRAGE DI CUTRO

LA CALABRIA

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/02/LA-CALABRIA.mp4

Conoscere la Calabria

LA CALABRIA “TRADITA” DALL’UNITA’

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2025/12/LA-CALABRIA-TRADITA-DALL_UNITA.mp4

L’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA TRA LE MIGLIORI DEL MONDO

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/02/UNICAL-TRA-LE-MIGLIORI.mp4

VIVI COSENZA

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/02/Chi-era-davvero-Alarico-il-re-dei-Visigoti.mp4

VISITARE COSENZA

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2025/12/Bella-Cosenza-ma-conosci-la-sua-storia.mp4

VISITARE CATANZARO

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2025/12/VIVI-CATANZARO.mp4

VISITARE REGGIO CALABRIA

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/07/R-occhiuto-parlamento-europeo.mp4
https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/07/M-Travaglio-fatto-con-IA.mp4

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

https://www.cosenzaoggi.net/wp-content/uploads/2026/02/RIFORMA-DELLA-GIUSTIZIA.mp4

CLICCA SUL 3 PER SEGUIRE CAMTELE3TV

asasaasa

fffffffffffffffffff

seguici

LOGIN

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Conoscere la Calabria

Sidebar sussidiaria

GIORNALE ON LINE DELL’AREA URBANA

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

IL VIDEO DEL GIORNO

DIRETTA RADIO RADICALE (clicca sulla foto)

DIRETTA RADIO
RADICALE

radioradicale

NOTIZIE DELLA REGIONE (clicca sulla foto)

NOTIZIE DALLA
REGIONE

consiglio-regionale

ANSA POLITICA (clicca sulla foto)

ANSA
POLITICA

politica

CALABRIA STRAORDINARIA (clicca sulla foto)

CosenzaOggi e l’area urbana

direttore responsabile

Antonlivio Perfetti

Contenuto piè di pagina

Utilizza WordPress · Tema Kuorinka di Foxland
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.
ACCETTA MAGGIORI INFORMAZIONI