Marco Valente, il medico rock della Cardiochirurgia a Cosenza: «Momento storico, i pazienti possono curarsi in Calabria» [fonte lacnews24.it]

(di Battista Bruno – fonte lacnews24.it)

Dopo i primi interventi a cuore aperto all’Annunziata, il chirurgo racconta l’emozione di essere in sala operatoria per l’avvio del reparto guidato dal professor Luca Paolo Weltert: «Abbiamo dato una risposta che il territorio attendeva da decenni»

Il 7 settembre 2026 è una data destinata a restare nella storia della sanità cosentina. All’Ospedale dell’Annunziata è iniziata l’attività della nuova Cardiochirurgia, con i primi interventi a cuore aperto eseguiti dall’équipe guidata dal professor Luca Paolo Weltert. Tra i protagonisti di questo momento c’è anche il dottor Marco Valente, cardiochirurgo cosentino, che ha partecipato all’équipe che ha compiuto questo passo storico.

Lo avevamo già incontrato qualche anno fa su LaC, ma in una veste particolare: medico sì, ma anche musicista, chitarrista, cantante e armonicista. Oggi torniamo a intervistarlo per raccontare quella giornata, il significato di una Cardiochirurgia finalmente a Cosenza e le emozioni di chi, nella stessa vita, ha imparato ad ascoltare il cuore in sala operatoria e attraverso la musica.

 

Dottor Valente, cosa ha significato per lei, da cosentino, essere in quella sala operatoria nel giorno del primo intervento?

Partecipare a un momento del genere, in cui tutto inizia e si scrive la storia di un Reparto, è stato profondamente emozionante sia professionalmente che dal punto di vista personale. Essere in sala operatoria per il primo intervento di Cardiochirurgia proprio nel giorno dell’inaugurazione unisce una grande responsabilità professionale ad una inevitabile tensione emotiva.

Mi sono sentito onorato come medico e come cittadino. Ho scelto la Cardiochirurgia per passione, ho studiato e lavorato per anni lontano dalla mia terra, come accade a tanti professionisti calabresi. Ed essere non solo testimone ma anche parte dell’avvio di questa nuova realtà non può che rendermi felice. Ho provato un profondo orgoglio, perché sapevo di contribuire a una svolta che Cosenza attendeva da decenni. Ho pensato soprattutto ai pazienti, alle loro famiglie e a tutte le persone, fino a oggi, costrette a partire per ricevere cure di questo livello.

Che cosa è successo realmente in quelle ore? Come si vive un momento che sa di essere storico?

Archiviata la comprensibile emozione, entrati in sala, abbiamo operato con la responsabilità, la concentrazione e l’attenzione che gli interventi di alta specialità richiedono. In quelle ore non bisogna perdere di vista il paziente.

Deve essere al centro di tutto. Dovevamo salvare una vita, la prima a cuore aperto. Con la sensazione di essere allo stesso tempo al centro di grandi aspettative “esterne”. Ed il primario, Prof. Luca Weltert, ha guidato egregiamente tutta l’equipe. Concluso con successo l’intervento, ho pensato al senso vero di quella giornata: non era soltanto il successo di un’operazione chirurgica complessa ma l’inizio di una nuova fase per la sanità cosentina e calabrese.

Cosa significa avere finalmente a Cosenza una Cardiochirurgia capace di affrontare interventi complessi senza costringere tanti pazienti a partire?

Significa dare ai cittadini una risposta che attendevano da troppo tempo. Quando una persona scopre di dover affrontare un intervento al cuore, vive già una situazione di grande fragilità e di paura. Dover lasciare la propria città, la propria famiglia e i propri punti di riferimento rende tutto ancora più difficile. Oggi possiamo offrire cure altamente specialistiche qui, a casa. Dopo un’attesa che sembrava eterna, quel reparto ospedaliero ha finalmente aperto le sue porte e per la comunità significa avere cure specifiche più vicine.

Questo non elimina la sofferenza della malattia, ma permette di affrontarla con maggiore serenità. Inoltre, significa restituire fiducia ai cittadini nella sanità del territorio e dimostrare che anche in Calabria è possibile realizzare progetti d’eccellenza.