OCCHIUTO VARA FORZA ITALIA LIBERALE

Pier Silvio Berlusconi

Si è svolta a Roma, nel mitico palazzo Grazioli quartier generale di Silvio Berlusconi, l’annunciata conferenza stampa di Roberto Occhiuto per presentare la nuova componente interna al partito che si dichiara ispirata ai principi della cultura liberale del fondatore. Molti i giornalisti e i fotografi ma significative le presenze di imprenditori e manager di rango, politici ben inseriti ed esponenti di quella vipperia che si muove fra politica e affari. Il progetto di Roberto Occhiuto ha alimentato retroscena di varia suggestione,lasciando intravedere nell’iniziativa del governatore calabrese un disegno politico che, se cammina sulle sue gambe, oltrepassa la sua persona e si proietta verso scenari di medio lungo periodo che potrebbero appartenere alla fantapolitica ma che poi tanto fantapolitici non sono. Occhiuto ha avuto premura di precisare che dietro l’iniziativa della nuova componente “liberale”non c’è alcun disegno di potere personale o di gruppo, tantomeno di voler mettere in discussione la leadership di Antonio Tajani. Occhiuto assicura che la sua è un’operazione di cultura politica cioé quella liberale, tanto cara a Berlusconi e che Forza Italia si è persa per strada. E’ la risposta, in pratica, immediata, concreta, operativa alla sollecitazione di Pier Silvio Berlusconi quando afferma, certamente in sintonia con la sorella Marina, che Forza Italia ha bisogno di facce nuove e di un programma politico più mirato ai fermenti sociali del Paese, alle sue aspettative e con uno sguardo al futuro. L’obiettivo dichiarato ai vertici di Forza Italia è quello di raggiungere, a livello elettorale, un risultato a due cifre possibilmente prossimo al 20%.

Roberto Occhiuto

Occhiuto si propone di lavorare per questo obiettivo e di rendere il partito interprete dei bisogni del paese aprendosi al mondo imprenditoriale e giovanile.Non solo ma un partito -ci sembra di capire- attento si alle banche e all’imprenditoria produttiva ma anche un partito che non trascura i diritti civili e le politiche di inclusione per i flussi migratori regolati che possono offrire mano d’opera alle imprese italiane che ne hanno bisogno. Come dire un partito che sia espressione delle libertà politiche ed economiche ma con una visione di Paese che deve guardare all’Europa e ai contesti internazionali. Oggi Forza Italia, senza nulla togliere all’impegno profuso da Antonio Tajani per non disperdere, l’eredità politica di Berlusconi, ha bisogno di fare un salto di qualità politica che soprattutto la svincoli, nell’ambito del centrodestra, dalla ricorrente sudditanza a Fratelli d’Italia ed a Giorgia Meloni. Non sono nuove e recenti le critiche a Tajani di essere troppo appiattito sulla linea della presidente del consiglio. C’è chi vede all’interno della maggioranza di governo una subalternità di Forza Italia alle decisioni di Palazzo Chigi e considera la visione europea di Forza Italia incompatibile con le manifestazioni filorusse e filo-putiniane di Salvini. Restando fermi -fa capire Occhiuto- non si esce dal pantano elettorale del 7/8% . La sua non sarà dunque una guerra di potere all’interno di Forza Italia ma l’iniziativa di Occhiuto, ispirata o meno dall’empireo berlusconiano, non può non preoccupare anche a destra nella prospettiva delle politiche del 2027. Da tener presente che gli scenari politici del prossimo futuro passano anche per il Quirinale che Mattarella lascerà nel 2029. Ci sono quattro anni per individuare e sostenere il suo successore passando ovviamente per i risultati delle elezioni politiche del 2027. Chiacchiere di corridoio e accreditati retroscena raccontano che la subalternità psicologica di Tajani alla Meloni -plasticamente rappresentata da quel feroce coinvolgimento nel saltello “chi non salta comunista è”- è da ricondurre a una vaga promessa della Meloni di sostenere Tajani ad una possibile candidatura al Quirinale. Ma altre chiacchiere raccontano che sia la stessa Meloni ad avere l’ambizione di passare da Palazzo Chigi al Quirinale. E nel momento in cui si va a ipotizzare la possibilità che vada una donna al Quirinale altre chiacchiere dicono che anche Forza Italia avrebbe la donna dal cognome dirompente e inoppugnabile da mettere in campo dopo un passaggio trionfale nelle elezioni del 2027. Ma sono soltanto chiacchiere anche se in politica, come in amore, nulla si può escludere.