RASSEGNA STAMPA – DE MAGISTRIS DICE NO A SANTORO: VUOLE TORNARE SINDACO…

Estratto dell’articolo di Simona Brandolini per il “Corriere della Sera”

Per ben due volte Luigi de Magistris si è affacciato sulla ribalta nazionale. Per ben due volte le formazioni politiche che guidava hanno racimolato consensi quasi da prefisso telefonico. La sua è la parabola politica del Movimento 5 Stelle ma al contrario. Vincente (almeno finora) alle amministrative, da flop alle elezioni nazionali. Stavolta dev’essersi fatto due calcoli, l’ex sindaco rivoluzionario di Napoli. E quindi ha annunciato al Corriere che no, non accetta la candidatura alle Europee che l’amico Michele Santoro gli aveva proposto. Non solo. Ha anche abbandonato la guida di Unione popolare, lista composta da Rifondazione comunista, il suo partito DemA e Potere al popolo che nel 2022 è arrivata a un magrissimo 1,3 per cento. Ne era il portavoce nazionale, da due giorni non lo è più: «Voglio mani libere», ha detto. Ma per fare cosa? «Impegnarmi per Napoli e il Mezzogiorno», cioè vuole correre di nuovo per la poltrona di sindaco della città, anticipandosi visto che si vota nel 2026. […] L’ex pm (insieme a Di Pietro è l’unico che si è dimesso dalla magistratura) per i detrattori è il sindaco dell’autogoverno, dell’anarchia al potere. Vaglielo a spiegare che de Magistris l’ha proprio teorizzato. Il 24 febbraio del 2013 scriveva su Twitter: «Da visionario penso che la fase più avanzata della democrazia sia l’anarchia, sogno comunità che si autogestiscano senza poteri, solo amore». […] Eletto nel 2011 e nel 2016, alle spalle nessun partito tradizionale, ma liste civiche, movimenti, centri sociali, anche i Carc rispondono all’appello. Entra a Palazzo San Giacomo con la bandana arancione e sale sulle barricate subito. I nemici sono Matteo Salvini, Matteo Renzi («Renzi c… sotto» e «Napoli derenzizzata» sono due frasi scolpite nel tufo), Vincenzo De Luca e infine Mario Draghi. Ben prima del governatore campano porta a Roma l’intero consiglio comunale per manifestare, in piazza, contro il «debito ingiusto», poi ereditato da Gaetano Manfredi. Nel 2021 esporta il modello Napoli più a Sud: «In Calabria ha vinto: non si era mai visto un polo civico prendere il 17% e eleggere due consiglieri, che sono l’unica vera opposizione a Occhiuto», dice. Ora riparte da lì. Al grido «orfani della sinistra pacifista femminista mediterranea», unitevi. E nel frattempo è in teatro con uno spettacolo, fa l’opinionista in tv e ha scritto anche due libri. Uno in uscita l’8 marzo, dal titolo inconfondibile «Voglia di sinistra». Il nuovo manifesto della rivoluzione. Tocca solo scegliere il nuovo colore.