LICEO CASTROLIBERO: BENE LA PROTESTA…ORA TUTTA LA VERITA’….

LICEO CASTROLIBERO : BENE LA PROTESTA …ORA TUTTA LA VERITA’…

Dopo 16 giorni di occupazione la protesta degli studenti del liceo scientifico Valentini-Majorana si è conclusa con un corteo per le strade di Cosenza, tanti striscioni e tanti studenti confluiti anche da altre province .Fra gli striscioni contro le molestie sessuali anche quelli in ricordo dei due ragazzi morti sul lavoro mentre facevano apprendistato all’interno del rapporto “alternanza scuola-lavoro”.Una manifestazione che ha visto anche la partecipazione di figure istituzionali, semplici cittadini, sindacalisti e politici di professione. Difficile immaginare negli adulti che sfilavano una sensibilità e una mobilitazione così vasta sul problema delle molestie sessuali che tutti sappiamo quanto siano ricorrenti sui luoghi di lavoro sebbene non denunciati.

I ragazzi del liceo di Castrolibero hanno il merito di aver portato alla luce quanto può accadere anche nelle scuole nel silenzio complice di chi, pur sapendo, non parla e di chi, a tutela del buon nome della scuola e dell’affidabilità dei docenti, preferisce ridimensionare i fatti accaduti per sottrarsi alle proprie responsabilità. E’ il caso della preside del liceo di Castrolibero che paga per le sue omissioni, la minimizzazione dei fatti accaduti e un venir meno ai propri doveri una volta messa a conoscenza delle molestie avvenute.

Ma non può finire con il corteo, l’allontanamento della preside e il ritorno alla normalità e alla didattica. Oltre quello che si è saputo e che hanno denunciato le due studentesse oggetto delle molestie non si conosce la versione che dà dei fatti il professore incriminato e indagato dalla magistratura, la stessa preside e i docenti interpellati dagli ispettori ministeriali.Si è appreso di manifestazioni di solidarietà giunte da studenti e docenti dell’istituto al professore incriminato, di apprezzamenti per come trasferisce sapere e conoscenza ai suoi allievi instaurando un rapporto di confidenza e di esternazioni sulla vita reale e sulle relazioni umane.

Sarà compito della magistratura accertare verità e responsabilità ma qualche considerazione, a monte e a valle dei sedici giorni di occupazione e del protagonismo nei telegiornali nazionali, qualche considerazione si può fare. Il primo interrogativo, non certo di poco conto, è se tutti sapevano cioè studenti,docenti,preside e famiglie e, per varie ragioni, si è preferito soprassedere e far finta di nulla. Possibile che le studentesse molestate non si siano confidate con i compagni di scuola, con qualche docente, in famiglia? E’ possibile e,quindi,meglio tardi che mai ,fermo restando che ,a quanto denunciato, si è trattato di molestie verbali cioè apprezzamenti irriguardosi e sconvenienti, psicologicamente violenti ma non tracimati in contatti fisici. Comunque comportamenti gravi, da condannare e sanzionare nella loro rilevanza senza necessariamente equipararli a violenze fisicamente consumate.

Riportate,dunque, alle reali dimensioni le molestie e il silenzio generale che le ha accompagnate per lungo tempo non si può rimuovere, per convenienza di immagine, che lo stesso liceo è stato teatro di un pestaggio a sangue di un ragazzo facente parte della stessa comunità scolastica che ha occupato la scuola per 16 giorni all’interno della più generale battaglia contro la violenza sulle donne. Viene da chiedersi se la violenza esercitata con un pestaggio a sangue, quale che sia stata la causa scatenante,possa essere considerata scarsamente rilevante nella comunità scolastica di Castrolibero. Anche qui è legittimo chiedersi se chi sapeva poteva prevenire ed ha taciuto consentendo il pestaggio. Se Massimo Giletti, che sa spettacolizzare il sangue,, non avesse mostrato nella sua trasmissione su La7 la foto del ragazzo pestato e sanguinante, saremmo rimasti a quel poco che avevamo saputo in un trafiletto sul giornale. Il ragazzo ancora non riesce a masticare, ha avuto rotto il setto nasale, è stato ridotto a una maschera di sangue. Come è potuto accadere ? Come è stata manifestata la riprovazione dell’accaduto, in che misura la scuola si è sentita responsabile della violenza avvenuta? Poteva essere evitata?Il silenzio che ha avvolto il grave episodio chiama in causa tutta la comunità scolastica di Castrolibero, la stessa determinata e gioiosa che ha tenuto la scena16 giorni per un caso di molestie verbali.

LICEO CASTROLIBERO : BENE LA PROTESTA …ORA TUTTA LA VERITA’…

Dopo 16 giorni di occupazione la protesta degli studenti del liceo scientifico Valentini-Majorana si è conclusa con un corteo per le strade di Cosenza, tanti striscioni e tanti studenti confluiti anche da altre province .Fra gli striscioni contro le molestie sessuali anche quelli in ricordo dei due ragazzi morti sul lavoro mentre facevano apprendistato all’interno del rapporto “alternanza scuola-lavoro”.Una manifestazione che ha visto anche la partecipazione di figure istituzionali, semplici cittadini, sindacalisti e politici di professione. Difficile immaginare negli adulti che sfilavano una sensibilità e una mobilitazione così vasta sul problema delle molestie sessuali che tutti sappiamo quanto siano ricorrenti sui luoghi di lavoro sebbene non denunciati.

I ragazzi del liceo di Castrolibero hanno il merito di aver portato alla luce quanto può accadere anche nelle scuole nel silenzio complice di chi, pur sapendo, non parla e di chi, a tutela del buon nome della scuola e dell’affidabilità dei docenti, preferisce ridimensionare i fatti accaduti per sottrarsi alle proprie responsabilità. E’ il caso della preside del liceo di Castrolibero che paga per le sue omissioni, la minimizzazione dei fatti accaduti e un venir meno ai propri doveri una volta messa a conoscenza delle molestie avvenute.

Ma non può finire con il corteo, l’allontanamento della preside e il ritorno alla normalità e alla didattica. Oltre quello che si è saputo e che hanno denunciato le due studentesse oggetto delle molestie non si conosce la versione che dà dei fatti il professore incriminato e indagato dalla magistratura, la stessa preside e i docenti interpellati dagli ispettori ministeriali.Si è appreso di manifestazioni di solidarietà giunte da studenti e docenti dell’istituto al professore incriminato, di apprezzamenti per come trasferisce sapere e conoscenza ai suoi allievi instaurando un rapporto di confidenza e di esternazioni sulla vita reale e sulle relazioni umane.

Sarà compito della magistratura accertare verità e responsabilità ma qualche considerazione, a monte e a valle dei sedici giorni di occupazione e del protagonismo nei telegiornali nazionali, qualche considerazione si può fare. Il primo interrogativo, non certo di poco conto, è se tutti sapevano cioè studenti,docenti,preside e famiglie e, per varie ragioni, si è preferito soprassedere e far finta di nulla. Possibile che le studentesse molestate non si siano confidate con i compagni di scuola, con qualche docente, in famiglia? E’ possibile e,quindi,meglio tardi che mai ,fermo restando che ,a quanto denunciato, si è trattato di molestie verbali cioè apprezzamenti irriguardosi e sconvenienti, psicologicamente violenti ma non tracimati in contatti fisici. Comunque comportamenti gravi, da condannare e sanzionare nella loro rilevanza senza necessariamente equipararli a violenze fisicamente consumate.

Riportate,dunque, alle reali dimensioni le molestie e il silenzio generale che le ha accompagnate per lungo tempo non si può rimuovere, per convenienza di immagine, che lo stesso liceo è stato teatro di un pestaggio a sangue di un ragazzo facente parte della stessa comunità scolastica che ha occupato la scuola per 16 giorni all’interno della più generale battaglia contro la violenza sulle donne. Viene da chiedersi se la violenza esercitata con un pestaggio a sangue, quale che sia stata la causa scatenante,possa essere considerata scarsamente rilevante nella comunità scolastica di Castrolibero. Anche qui è legittimo chiedersi se chi sapeva poteva prevenire ed ha taciuto consentendo il pestaggio. Se Massimo Giletti, che sa spettacolizzare il sangue,, non avesse mostrato nella sua trasmissione su La7 la foto del ragazzo pestato e sanguinante, saremmo rimasti a quel poco che avevamo saputo in un trafiletto sul giornale. Il ragazzo ancora non riesce a masticare, ha avuto rotto il setto nasale, è stato ridotto a una maschera di sangue. Come è potuto accadere ? Come è stata manifestata la riprovazione dell’accaduto, in che misura la scuola si è sentita responsabile della violenza avvenuta? Poteva essere evitata?Il silenzio che ha avvolto il grave episodio chiama in causa tutta la comunità scolastica di Castrolibero, la stessa determinata e gioiosa che ha tenuto la scena16 giorni per un caso di molestie verbali.