SENZA UN EURO IN TASCA COLPEVOLE DI VISIBILITA’ POLITICA….

Nulla importa che l’ex-sindaco di Riace sia stato trovato senza un euro in tasca” è una delle “perle” di giustizia sommaria che si possono leggere nelle 900 pagine della sentenza,emessa dal tribunale di Locri, che condanna in primo grado Mimmo Lucano a 13 anni di galera(il doppio di quanto richiesto dal PM) e a un milione di euro da pagare. C’era molta attesa per le motivazioni della sentenza che ha suscitato scandalo a tutte le latitudini del Paese.”In un mondo di ladri”-come recita la canzone- è davvero sconvolgente una condanna a 13 anni senza aver rubato, approfittato o dissipato.

Ma di quali reati si è macchiato Mimmo Lucano, simbolo dell’accoglienza e della solidarietà, umana e politica, ai migranti sbarcati sulle coste del sud? A leggere la sentenza pare che il reato più grave contestato sia l’aver affidato, senza evidenza pubblica, la raccolta dei rifiuti ad una cooperativa fatta da membri della comunità di migranti di Riace.Una raccolta anomala, effettuata con gli asini per poter accedere alle strettoie dei vicoli. Gli asini! Certo, avesse fatto il bando di gara ,l’appalto se lo sarebbe assicurato qualche gaglioffo mestatore del sottobosco politico, con forti protezioni,che certamente non avrebbe pensato agli asini per la raccolta. Il resto dei reati riguarderebbe non aver pagato i diritti SIAE per i festeggiamenti estivi, non aver incassato diritti di segreteria , aver rilasciato certificati di stato civile per consentire matrimoni “combinati”, finalizzati a impedire l’espulsione e il rimpatrio di migranti “irregolari”. Nell’Italia dei clienti dello IOR e dei lunghi elenchi di evasori milionari riparati nei paradisi fiscali, il tribunale di Locri contesta a Mimmo Lucano anche la ricezione di un versamento mensile di 700 (settecento) euro proveniente dalle isole Cayman. Una donazione , verosimilmente, di qualcuno per esorcizzare un senso di colpa. Ma siamo al folklore: 700 euro a fronte di 13 anni di galera!

La sentenza riconosce , senza imbarazzo,la “pura passione per quel mondo nuovo che lui (Mimmo Lucano ndr) ha saputo creare” e ammette che Riace era diventata “ giustamente un modello e un simbolo di integrazione per tutto il mondo…”.Come sarebbe a dire? La passione era “pura” o criminogena? Passione pura,un modello di integrazione a livello mondiale e 13 anni di galera richiesti come “giustizia giusta” ?

Ma allora di che cosa si è reso colpevole Mimmo Lucano , visto che era animato da una passione “pura”, non si è approfittato di un solo euro, non ha imbrogliato appalti, non ha organizzato clientele, non ha abusato del suo potere,incorrendo semmai in errori di procedura? A stare alla sentenza Mimmo Lucano è colpevole di calcolo politico, di “sete di potere “, di avere fatto tutto per acquisire visibilità “politica”, un reato difficilmente reperibile nel codice penale se non con contorcimenti interpretativi. Ma tutti i sindaci d’Italia e del mondo, nell’espletare il loro mandato elettivo, non danno “visibilità” al loro agire quotidiano ? Diversamente, come dimostrano di onorare l’impegno, assunto con i cittadini elettori, di governare nell’interesse della comunità?

Ma poniamo pure che Mimmo Lucano, per “sete di potere”, avesse l’ambizione di fare carriera politica alla Regione,alla Camera o al Senato : dov’è il reato ? Non è forse l’aspirazione legittima di ogni cittadino che si mette al servizio della “polis”,intesa come comunità,iniziando magari da semplice consigliere comunale? Ma Lucano-si legge nella sentenza- aveva creato una specie di cerchio magico di collaboratori a vario titolo che , alle scadenze elettorali, lo sostenevano. Per il tribunale di Locri non è cosa da fare. Per essere puliti e trasparenti quelli del cerchio magico forse avrebbero dovuto sostenere gli avversari dell’amministrazione di cui facevano parte.

Ora nella Calabria “saudita”, egemonizzata dal voto di scambio e marchiata dai carabinieri con i video che mostrano candidati alla Regione che vanno a bussare , in campagna elettorale,ai portoni dei boss di ‘ndrangheta , con la spesa pubblica saccheggiata da bande di potere solidamente ammanigliate, con ruberie impunite e coperte che fanno implorare Nicola Gratteri nelle preghiere prima di andare a letto, il criminale da assicurare alle patrie galere per ben 13 anni è Mimmo Lucano, il sindaco degli ultimi e degli invisibili che lui aveva reso visibili. Hanno ragione i giudici di Locri: si è fatto beccare “senza un euro in tasca”. Povero fesso a non averci pensato. Con i soldi si compra tutto e difficilmente si va in galera. Al limite uno se ne va a Dubai e nessuno lo cercherà. Con la “passione pura”,da sempre, si diventa simboli da abbattere onde evitare di fare proseliti. (Nella foto Mimmo Lucano)