PROVE D’ORCHESTRA PER IL QUIRINALE

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PROVE D’ORCHESTRA PER IL QUIRINALE…..

Comunque li analizzi i voti in Senato che hanno affossato la legge contro la transomofobia i conti non tornano, nel senso che i “franchi  tiratori” hanno mandato un segnale inequivocabile sul ruolo che possono avere in vista dell’elezione al Quirinale del successore di Sergio Mattarella.

Il voto segreto, per sua natura e definizione, non consente certezze nemmeno quando viene “comprato”, figurarsi se è possibile ai partiti averne il controllo. A fine scrutinio se ne può constatare l’ampiezza e la consistenza ma, al di là di ipotesi anche politicamente raffinate, non si può andare.Ne sa qualcosa Romano Prodi che, in una recente intervista, ha dichiarato che sul “fuoco amico” dei famosi 101 parlamentari che lo silurarono nel segreto dell’urna non ha mai avuto certezze se non sui possibili ispiratori di quel fuoco amico.

Anche sul voto che al Senato ha decretato la bocciatura del ddl Zan corrono le accuse e lo scaricabarile ma di certo c’è che, mentre il centrodestra ha votato compatto, salvo  qualche defezione “libertaria” in Forza Italia, alla conta del centrosinistra i numeri hanno certificato che un numero consistente di franchi tiratori ha votato col centrodestra.

Si è tirato in ballo Matteo Renzi, per altro assente perché a Riad a dare consigli al principe Mohammad bin Salman , il quale però ha affermato che i 12 senatori di Italia Viva presenti avevano votato a favore della legge.Ma anche a considerare che i 12 senatori renziani hanno votato contro la legge, restano da attribuire gli altri voti mancanti  e i sospetti portano a PD e 5Stelle.

Enrico Letta, criticato dai suoi per aver fatto male i conti sulla carta, se l’è cavata  parlando di “ nguacchio”ma la conclusione da trarre è che i partiti non controllano il voto dei parlamentari  e ciò rende possibile accordi sottobanco difficili da neutralizzare.Non deve,quindi,sorprendere se la candidatura di Berlusconi si presenta meno “balorda” di come i suoi avversari politici tendono a considerarla.Almeno fino a ieri,oggi non più.

Da qui l’allarme rosso, in PD e 5Stelle, per lavorare da subito a una candidatura di prestigio che consenta  una maggioranza ampia e solida col coinvolgimento di spezzoni del centrodestra, senza con questo escludere, a schema rovesciato, l’appoggio sempre possibile di franchi tiratori  coperti dal segreto dell’urna.Il contesto è quello di un parlamento dimezzato, in base alla nuova legge, nel numero dei deputati e senatori da eleggere, dalla certezza per molti di non essere rieletti, dalla volontà di completare la legislatura per i diritti da maturare  e, perché no, dal desiderio di voler sparigliare i giochi e contare nella scelta del successore di Mattarella.Anche per poter dire un giorno: io c’ero, facevo parte dell’orchestra.