RENDE:FOLLA DI CANDIDATI E LA POLITICA FA STRAGE DI AMICIZIE…

RENDE:FOLLA DI CANDIDATI E LA POLITICA FA STRAGE DI AMICIZIE

Mancano ormai pochi giorni alla presentazione delle liste per l’elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale ma già sono apparsi i primi megamanifesti 3 metri per 2, quelli per intenderci che Berlusconi preferisce per le sue campagne elettorali, a dimostrazione che i giochi e le alleanze che contano sono chiusi.

Il primo manifesto  è di Mimmo Talarico che, a quanto pare, alle liste ha cominciato a lavorarci con buon anticipo e con la dovuta riservatezza. Mancano ancora i manifesti ma vengono date per scontate le candidature del sindaco uscente,Marcello Manna, di Sergio Tursi Prato, il primo ad annunciare con due anni di anticipo la sua candidatura, quella di Sandro Principe che, per sua scelta, si gioca la partita della sua sopravvivenza politica e, a seguire,la candidatura di Massimiliano De Rose sostenuto dal consigliere regionale del PD, Mimmo Bevacqua, che non è dato sapere se d’intesa col partito. Ci sarebbero poi altre 3 candidature che attendono conferma e riguardano la Lega,il Movimento 5 Stelle e una non meglio precisata formazione di cattolici in assetto elettorale. Se dovessero essere 8 i candidati alla carica di primo cittadino e circa 600 –secondo le anticipazioni di Gazzetta del Sud- i candidati al consiglio comunale, ci si rende conto che siamo in presenza di una battaglia campale in cui gli eserciti schierati innalzano  bandiere che, nella storia politica di Rende,costituiscono uno stravolgimento dei vecchi equlibri politici quando nel “principato” regnava Sandro Principe e tutti gli altri costituivano il fronte opposto. Al di là delle liste civetta, delle finte candidature  e delle alleanze truccate, lo scontro era Principe contro tutti. Lo scenario ora è decisamente cambiato e la frammentazione del quadro politico se da una parte può anche implicare un allargamento della democrazia a Rende in termini partecipativi, dall’altra  non consente di fare previsioni semplificate riconducibili  a candidature “forti” o favorite.

Ai blocchi di partenza si può anche concordare che le candidature più accreditate sono quelle di Manna,Principe e Talarico ma la presenza di altri candidati a sindaco e lo smisurato numero di candidati al consiglio comunale dicono sin d’ora che la partita si gioca in due tempi, ovvero in due turni e al ballottaggio si aprirà una fase di trasmigrazione trasversale verso i due finalisti affermatisi al primo turno.

Sarà una campagna elettorale dura e aspra al di là dei buoni propositi dei contendenti considerato che, nella elaborazione delle candidature, si è infranta un’amicizia quarantennale  che aveva resistito,fino ad oggi, ai veleni della politica ed affermato,sempre e comunque, il valore e la preminenza  dei rapporti personali.Il riferimento è alla mancata candidatura a sindaco di Alessandro De Rango sacrificata alla decisione di candidare Sandro Principe  nel tentativo,più praticabile,di riconquistare la guida del comune di Rende.

Ci sono più versioni sulla individuazione di Alessandro De Rango come candidato a sindaco per i “riformisti” di Rende e il successivo accantonamento della sua candidatura. “Insieme per Rende”, la formazione politica che fa riferimento a Sandro Principe, aveva scelto Alessandro De Rango  ma al tavolo delle trattative per le alleanze la sua candidatura  è stata valutata debole e,comunque, non in grado di aggregare. La candidatura di Principe sarebbe maturata come una condizione  irrinunciabile per riunire le truppe fedeli al “principato” e andare alla riconquista del palazzo comunale.

La versione di Alessandro De Rango, affidata a una dichiarazione alla stampa, è che gli era stato garantito che,in ogni caso,una volta annunciata,sulla sua candidatura non ci sarebbero  comunque stati ripensamenti.Così non è stato e Alessandro De Rango ha concluso di “essere stato usato come esca”. La conseguenza di quanto accaduto, comunque la si voglia raccontare, è che a difendere l’onorabilità politica di Alessandro De Rango è sceso in campo il padre, Raffaele De Rango, che non è personaggio di terza o quarta fila dell’establishment rendese.

Lo sa bene Sandro Principe che, negli anni, lo ha avuto a fianco in tutti i momenti, istituzionali e non, in nome di un’amicizia che  andava oltre la politica,i suoi intrighi e i suoi veleni. Raffaele De Rango è stato consigliere regionale e per due anni sindaco di Rende, nonchè presidente degli industriali cosentini  e amministratore  di banche  popolari. E’ rendese di nascita ed ha le sue radici a Surdo  dove può vantare un solido rapporto con le generazioni native che si sono succedute.

Verosimilmente, per lo sgarbo fatto al figlio che è anche uno sgarbo fatto a lui, ha deciso di candidarsi al consiglio comunale per sostenere la candidatura a sindaco di Mimmo Talarico. Si vedrà quanto andrà a incidere la sua presenza attiva in campagna elettorale sul risultato finale.Per certo l’amicizia con Sandro Principe, infrantasi nelle trattative limacciose  per la scelta del candidato,ha fatto grande rumore  e , per chi di quella amicizia è stato testimone, ha pagato alla politica un prezzo alto.