“RICOSTITUENTI” NEL PD:SE LOIERO VIENE ALLO SCOPERTO……..

“RICOSTITUENTI” NEL PD:SE LOIERO VIENE ALLO SCOPERTO……..

L’appuntamento è per il 25 a Lamezia, in uno degli Hotel che vengono scelti quando le “tre Calabrie”,mai arrivate a sintesi, si riuniranno in versione politica targata PD.Si chiamano o li chiamano “ricostituenti”,dove il termine non sta a significare che con la loro iniziativa danno nuova  linfa e vitalità al partito che va perdendo rovinosamente consensi.”Ricostituenti”,a quanto pare,sta a significare che vogliono ricostituire-nel senso di rifondare- il PD, autoconvocandosi in “costituente”.Se è così non è iniziativa di poco conto ,soprattutto se si considera che i nomi in campo hanno storie politiche comunque di peso.Si tratta di Agazio Loiero,Cesare Marini,Sandro Principe,Peppino Vallone,Mario Franchino,Naccari Carlizzi e altri ancora che nel PD non sono entrati ieri.Agazio Loiero  è stato,per esempio,fra i fondatori e Sandro Principe membro della Direzione nazionale.Vallone è un nome politicamente pesante a Crotone così come lo è quello di Naccari Carlizzi a Reggio. C’è anche Carlo Guccione che, a dire il vero, più che dissentire col partito contesta un giorno si e uno no le non scelte e l’immobilismo di Oliverio. Nel mirino degli autoconvocati a Lamezia,che sollecitano la partecipazione di quanti sono in dissenso  con l’attuale conduzione del partito e il nullismo governativo di Oliverio, ci sono i feudatari del partito nelle varie province e quei personaggi a rischio,ufficialmente impresentabili, che grazie a Oliverio e nel silenzio generale hanno spazio di manovra  nell’area del potere regionale e nell’utilizzo clientelare della spesa pubblica.Il segretario regionale Magorno resta il segretario che più ha lavorato e più si è impegnato per rigenerare il partito ma con scarsi risultati.Alla fine,piuttosto che “rottamare” i politicanti di carriera che tengono in ostaggio il partito dai tempi del PCI, ha preferito piegarsi a compromessi ed oggi viene chiamato a rispondere dell’incapacità e dell’inutilità di Oliverio, dei clientelismi più spregiudicati,di un consiglio regionale a trazione PD che va in vacanza per 70 giorni e dall’inizio dell’anno si riunito appena sei volte. Magorno è responsabile, perché ha lasciato fare, dell’abbattimento politico di un giovane sindaco come quello di Pizzo,il giovane Callipo,reo di avere sfidato in nome del cambiamento e del renzimo rottamatore Mario Oliverio alle primarie così come ha lasciato che una persona per bene come Salvatore Perugini,sindaco di Cosenza, dovesse rispondere dei maneggi e delle  imposizioni di due gerarchi come Nicola Adamo e Franco Ambrogio che hanno spadroneggiato a Palazzo dei Bruzi  prevaricando ruolo e prerogative del sindaco.Per non dire che lo stesso Magorno ha dovuto subire in casa,a Diamante,la dura contestazione della Bruno Bossio e di Nicola Adamo che, ben noti nei loro percorsi politici e istituzionali,tutto possono rappresentare meno che mai il cambiamento,  l’apertura  al nuovo e il futuro.Loro insieme ad altri condizionano carriere e candidature nel PD e chi prova a contrastarli viene atterrato per non correre più.Non è dato sapere cosa diranno a Lamezia i “costituenti” ma uno come Loiero,che ha attraversato i mari della politica in lungo e in largo in tutte le stagioni,non avrebbe messo nome e faccia a un’operazione politica che, per il solo fatto che viene messa in campo alla vigilia delle elezioni politiche, lascia intendere che guarda lontano.Saranno tempi duri per i feudatari del PD che, al momento, con i congressi sono impegnati a manovrare i tabulati per non perderne il controllo e garantirsi che tutto resti com’è. A meno che a Lamezia…..