Blocchi dei tir, Lollobrigida scarica i leader della protesta: «Criticità nei loro casellari giudiziari». E Italia Viva lo incalza sui ristori agli agricoltori: «Non ha risposto» [fonte open.online]

Il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida

(di Luca Graziani – fonte open.online)

Il ministro dell’Agricoltura attacca gli organizzatori delle manifestazioni contro il caro carburanti. Alla Camera la richiesta di ristori per le aziende danneggiate dalle merci bloccate, Gadda (Italia Viva): «Convochi immediatamente un tavolo al ministero»

C’è anche una bordata ai leader della protesta, o meglio un riferimento ai loro «casellari giudiziari», nelle parole con cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida interviene alla Camera sui blocchi degli autotrasportatori, che da giorni stanno mettendo in difficoltà la distribuzione delle merci in diverse regioni del Sud Italia. «Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario, verificherete che ci sono criticità anche di questa natura», sottolinea ad alcuni cronisti tra cui Open, il ministro a margine del question time. Intanto i blocchi continuano a provocare danni alle aziende agricole, con tonnellate di prodotti deperibili ferme nei camion. E proprio sulle misure per risarcire le perdite il ministro viene incalzato in Aula da Italia Viva.

L’attacco ai leader della protesta: «Guardate i casellari giudiziari»

Dopo l’incontro di ieri tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e le associazioni di categoria, è la tesi di Lollobrigida, il proseguimento dei blocchi è «difficilmente spiegabile». Il riferimento, come quello al casellario giudiziario, è probabilmente a quanto denunciato in Campania da alcuni autotrasportatori nelle ultime ore, tra ruote dei camion tagliati, carreggiate occupate dai copertoni e altri atti di ‘sabotaggio’ per ostacolare il trasporto su ruota.

Poi la precisazione: questo non incide «sulla qualità delle istanze di ogni cittadino», che devono poter essere espresse liberamente. Ma, è il punto per il ministro, bisogna distinguere le rivendicazioni legittime da quelle portate avanti «in maniera strumentale creando problemi e disagi alla collettività».

A preoccupare sono soprattutto le conseguenze della protesta sul settore agricolo. «Ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da Sud non arrivano a Nord», e anche i consumatori potrebbero pagarne le conseguenze. «Se non interveniamo, siccome i cittadini devono mangiare, la distribuzione invece di comprare da dove la merce non arriva magari comprerà dalle rotte del Nord Europa», mette in guardia, citando il rischio che i prodotti italiani vengano sostituiti da quelli provenienti dalla Spagna, dalla Francia, dall’Olanda o da altri Paesi extraeuropei.

Quindi l’appello a «sbloccare l’Italia», consentendo nuovamente la circolazione delle merci. Dopo l’incontro con Salvini, infatti, se il Comitato dei trasportatori siciliani ha annunciato la revoca del fermo, in Calabria e Campania alcune organizzazioni intendono proseguire la mobilitazione almeno fino al prossimo tavolo del 27 ottobre. In Puglia, invece, è stata annunciata una rimozione solo parziale dei blocchi.

Lo scontro alla Camera sui danni agli agricoltori

Nell’Aula di Montecitorio è la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda a interrogare il ministro sulle misure di sostegno alle filiere agricole contro il caro carburanti. «I peperoni agli agricoltori sono pagati 0,91 euro al chilo, se va bene. Al consumo, sempre se va bene, sono pagati dai consumatori 3,15 euro», esordisce denunciando le difficoltà che attraversano numerosi comparti, dall’ortofrutta all’olio fino al latte.

Ma l’emergenza più immediata riguarda ovviamente le merci ferme nei camion. «Le persone non vedono una prospettiva su quando ci saranno gli approvvigionamenti», sottolinea Gadda, chiedendo quali misure straordinarie intenda adottare il governo. Il numero uno dell’agricoltura allora passa in rassegna le risorse già stanziate: 55,3 miliardi di euro nel triennio 2023-2025, contro i 36 miliardi del periodo 2020-2022, secondo i dati illustrati dal ministro.

Tra gli interventi il credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante agricolo e per la pesca, con uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro, e le misure regionali per ridurre i costi del gasolio. Anche se il credito d’imposta per le imprese agricole riguarda gli acquisti effettuati tra marzo e maggio 2026 e non è stato rifinanziato per i mesi successivi, sottolinea Italia Viva. «Nelle prossime ore» il governo darà riscontro a «ulteriori interventi», conclude il ministro rivendicando anche il piano Coltiva Italia, che dovrebbe essere approvato dal Senato il 4 novembre, con oltre un miliardo di euro di risorse per il comparto agricolo.

Gadda (Iv): «Chi ristora i danni? Non mi ha risposto»

Una risposta che non soddisfa Gadda, che torna a chiedere un intervento immediato per le imprese colpite dalle proteste. «Convochi subito, immediatamente, un tavolo al ministero dell’Agricoltura», incalza la deputata, ricordando il prossimo incontro del 27 ottobre tra Salvini e gli autotrasportatori. «Questi sei giorni che mancano all’appello?», domanda, denunciando il rischio di ulteriori perdite per gli agricoltori. Il punto centrale resta infatti quello dei risarcimenti, protesta Gadda: «Non mi ha risposto alla domanda: chi ristora i danni che già ci sono stati per gli agricoltori, dati da questi blocchi delle ore trascorse?».