RASSEGNA STAMPA – SERGIO RIZZO AUTORE INSIEME A GIAN ANTONIO STELLA DEL LIBRO-INCHIESTA “LA CASTA”

OVVERO SUI COSTI DELLA POLITICA E DEL POTERE, PRIVILEGI E RENDITE DI POSIZIONE, E’ IN LIBRERIA CON UN TITOLO ISPIRATO AL MARCHESE DEL GRILLO “IO SO IO…” E PASSA IN RASSEGNA PRIVILEGI E POTENTATI AL TEMPO DELLA MELONI. “LA CASTA” NON HA MAI CESSATO DI ESISTERE. SI E’ AGGIORNATA IN PEGGIO. NELLA PRIMA REPUBBLICA SI VERGOGNAVA E SI NASCONDEVA, OGGI NON SI VERGOGNA E NON FA NEMMENO NOTIZIA.

Estratto dell’articolo di Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

“Almeno la vecchia casta le mani nella marmellata un po’, in fondo in fondo, si vergognava. Invece ora siamo al salto di qualità. Manca completamente il senso del limite: chi è al potere si sente proprietario delle istituzioni. È la nuova casta degli intoccabili, nel segno del Marchese del Grillo”. Sergio Rizzo giornalista di lungo corso è tornato sul luogo del delitto de La Casta con un nuovo saggio (uscito per Solferino).

Il titolo è tutto un programma: “Io so io…”. Siamo all’ultracasta?

Poco ci manca. Abbiamo un ministro con 83 persone di staff, che dire… E un governo dove il conflitto d’interessi è di nuovo la regola e per cui le critiche sono reato di lesa maestà.

Stavamo peggio quando stavamo meglio?

Per niente. Solo mi chiedo: che altro dobbiamo vedere? Santanchè continua a fare il ministro nonostante l’indagine per la truffa all’Inps e la storia delle cartelle esattoriale. Ma è possibile che nessuno dica che forse è un po’ troppo? È normale che il sottosegretario leghista Freni vada a cena con il quasi suocero di Salvini, Verdini, mentre quest’ultimo è ai domiciliari e nessuno gli contesti alcunché? Ci sarebbe pure il ministro cognato… Sì, che ferma i treni! Lollobrigida poteva scegliere di ammettere di a ver fatto una leggerezza. […]

Come Giorgia&C. nessuno mai?

Non siamo ipocriti: il vezzo di utilizzare la cosa pubblica per interessi di parte o di partito c’è sempre stato. Ma mai così. Guardi questa campagna elettorale…

I ministri sono in tour. Paga Pantalone.

A dispetto di quello che abbiamo denunciato per anni a proposito delle auto blu e degli aerei di Stato usati come taxi… Come niente fosse i nostri ministri stanno utilizzando mezzi e comunicazione istituzionale per eventi di pura propaganda elettorale: Salvini peraltro lo sta facendo grazie a una società pubblica ai cui vertici ha piazzato un funzionario del suo partito che peraltro è pure candidato alle Europee. Già nel 2019 da ministro dell’Interno gli era stato contestato l’utilizzo di aerei di Stato per i suoi giri su e giù per l’Italia. Poi c’è il resto che è pure peggio

Cioè?

Al di là della zona grigia degli appuntamenti che stanno a cavallo tra gli impegni istituzionali e quelli elettorali, c’è poi la questione del vero costo della campagna elettorale pagata da tutti noi. Mi riferisco alle leggi fatte o annunciate per andare all’incasso alle urne, come sugli incentivi per le auto elettriche promessa a gennaio e poi messa sotto al naso degli elettori solo ora. O il salva casa per non dire della pantomima sul redditometro sì, redditometro no.

[…]

È una guerra all’ultima preferenza.

Il bello verrà dopo: chi cilecca le elezioni rischia di non toccare palla sulle nomine nelle società di Stato, alcune scadute da tempo. Ma anche il fatto che sia ritenuto normale che le nomine siano state rinviate in vista del risultato che ci consegneranno le Europee appartiene a una visione proprietaria dello Stato. Che in queste forme non s’era mai vista.