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RASSEGNA STAMPA – VICENDA LIGURIA: INTERROGATO SPINELLI. AFFERMA DI AVER DETTO TUTTO…

LORENZO STASI “Domani”

L’imprenditore è tra i primi a rispondere al gip: «Ho detto tutto, merito di uscire». Il capo di gabinetto del presidente della regione Liguria si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per Moncada (Esselunga) invece solo dichiarazioni spontanee. Dati gonfiati dei contagi e mascherine si aggiungono all’inchiesta. Sono ripresi gli interrogatori degli indagati nell’ambito della maxinchiesta sulla corruzione in Liguria che lo scorso 7 maggio ha portato agli arresti domiciliari, tra gli altri, il governatore Giovanni Toti. Dopo la scelta del presidente di regione di avvalersi della facoltà di non rispondere, sono stati gli Spinelli (padre e figlio) i primi a rispondere alle domande dei giudici, mentre il consigliere dimissionario di Esselunga Francesco Moncada ha scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee. Bocca cucita, invece, per il capo di gabinetto di Toti Matteo Cozzani. Intanto l’indagine si arricchisce di ulteriori elementi, con gli investigatori che hanno scoperto una maxitruffa da un milione e 200mila euro sulle forniture sanitarie durante il Covid.

GLI INTERROGATORI DEGLI SPINELLI

«Ho risposto a tutto». All’uscita del palazzo di Giustizia di Genova, l’imprenditore Aldo Spinelli ha spiegato ai giornalisti di avere risposto alle domande della gip Paola Faggioni. Dopo aver ribadito di «non essere preoccupato», a chi gli chiedeva se meriterebbe di uscire, ha aggiunto: «Penso di meritarmelo». Un’intenzione – quella di rispondere alla giudice e provare a chiarire la propria posizione – anticipata già all’ingresso del tribunale: «Ho voglia di parlare». Inizialmente l’interrogatorio era previsto per sabato 11 maggio, ma per un errore (la cancelleria non ha notificato gli atti ai suoi avvocati) è stato rimandato di due giorni. Poco prima era stato Roberto Spinelli, figlio dell’ex presidente del Genoa e imprenditore portuale, il primo tra gli indagati a rispondere ai giudici: «Ho risposto alle domande della giudice. Che cosa ho detto? Non posso dirvi niente», ha detto ai giornalisti presenti. Secondo l’accusa, Spinelli padre sarebbe insieme al figlio una figura centrale della rete di finanziamenti illeciti che sta terremotando la Liguria.

GLI ALTRI INDAGATI

A differenza degli Spinelli, Francesco Moncada ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere e rilasciare semplici dichiarazioni spontanee. Dopo aver affermato «la propria innocenza rispetto ai fatti» contestati, in una nota si legge che Moncada «ha sottolineato che in occasione dell’incontro svoltosi il 17 marzo 2022 presso la sede della Regione ha sempre inteso agire nel pieno rispetto della legalità e in assoluta trasparenza. Come risulta dal testo delle intercettazioni, ha sempre espresso la volontà di agire “alla luce del giorno” e ha negato pertanto di aver aderito ad alcun patto illecito». Bocca totalmente cucita, invece, per l’ormai ex capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani, accusato tra le altre cose di aver favorito alcune cosche di Cosa nostra. La stessa strategia è stata adottata, l’11 maggio, dal governatore Toti.

IL NUOVO FILONE SUL COVID

Mentre gli indagati sfilano davanti alla gip, si aggiunge un nuovo filone sanitario all’inchiesta ligure. Il governatore Toti e Cozzani sono indagati per falso dalla procura di Genova: gli inquirenti sospettano che i dati sui contagi Covid della primavera 2021 possano essere stati gonfiati per ottenere più vaccini dalla struttura commissariale di Francesco Paolo Figliuolo. Non solo. Indagando sul voto di scambio tra la comunità riesina e quella calabrese e la lista di Toti, gli investigatori hanno anche scoperto una maxi frode da un milione e 200mila euro sulle forniture sanitarie durante il Covid. In particolare, secondo quanto si apprende, due soggetti intercettati parlano di passare per il consigliere regionale Cianci con l’obiettivo di arrivare a Toti, per cercare di vendere mascherine pediatriche. Per ora Cianci risulta indagato nel filone per voto di scambio.