RASSEGNA STAMPA – IL GOVERNO “SCHEDA” CHI MANIFESTA PER NAVAL’NYJ…

Estratti da repubblica.it

“L’identificazione delle persone è un’operazione che si fa normalmente nei dispositivi di sicurezza per il controllo del territorio. Mi è stato riferito che il personale che aveva operato non avesse piena consapevolezza”. A dirlo è il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, commentando l’identificazione da parte della Digos a Milano di un gruppo di persone che ieri, domenica pomeriggio, commemorava l’oppositore russo Navalny. “E’ capitato anche a me nella vita di essere identificato, non credo che sia un dato che comprime una qualche libertà personale”, ha concluso il ministro. “Depositeremo nelle prossime ore un’interpellanza al ministro dell’Interno sui dettagli e sulle ragioni dell’identificazione dei manifestanti che volevano onorarne la memoria sotto la targa di Anna Politkovskaya a Milano. L’obiettivo è avere risposte in Parlamento il più presto possibile”: lo annuncia all’Ansa il senatore Pd Filippo Sensi. “Mi risulta che i manifestanti, una decina, abbiano trovato già in loco degli agenti Digos, che poi hanno provveduto ad identificarli. Perché? Avevano avuto istruzioni in tal senso? Erano persone che portavano un fiore. Il nostro è uno stato di diritto, non di polizia”, aggiunge. A seguito di questo incidente, il senatore Pd Filippo Sensi ha proposto subito un’interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Piantedosi. «Chiederemo conto di che Paese siamo», aveva detto ieri l’esponente dem. Che oggi rincara: “Se per Piantedosi identificare persone che portano un fiore per Navalny è normale, prendere documenti e generalità non comprime le libertà personali, allora il problema non sono gli agenti e l’abuso di potere in uno stato di diritto. Il problema è Piantedosi”. “Secondo Piantedosi identificare chi manifesta o anche semplicemente chi depone un fiore per Navalny è normale. E non è una compressione della libertà. Capisco la sua passione per uno stato di polizia, ma davvero i sedicenti liberali del centrodestra non hanno nulla da dire? Tajani batta un colpo, se ci riesce”. Lo afferma Matteo Orfini, deputato del partito Democratico, in una nota. E anche Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e sinistra commenta: “Non è accettabile che chi esprime solidarietà o esercita il proprio diritto di critica nei confronti di regimi autoritari venga trattato come un potenziale problema di ordine pubblico. L’identificazione, da parte della Digos, di cittadini e cittadine che, a Milano, deponevano un fiore in ricordo di Alexei Navalny, è un segnale allarmante di come la libertà di espressione e il diritto di manifestazione pacifica siano percepiti dalle nostre autorità: come minacce anziché diritti inalienabili