RASSEGNA STAMPA – E CHI POTEVA SE NON VESPA TENERE A BATTESIMO IN RAI IL SINDACATO MELONIANO?

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

Ecco a voi il sindacato più benvoluto della storia, perlomeno da chi comanda: lo salutano con soddisfazione ministri e sottosegretari, lo battezzano direttori di testata e corrispondenti da 240 mila euro l’anno di retribuzione, ne auspicano il successo conduttori con cachet milionari. Il sindacato — vorrebbe esserlo ma ancora non lo è per motivi regolamentari — si chiama UniRai e ieri a Roma c’è stata la prima assemblea dell’associazione. Circa duecento persone in una sala parrocchiale in via Cassia, tra giornalisti di lungo corso e spesso nota fama, parecchi politici navigati di centrodestra e una improvvisa quanto mai sospetta voglia di “sindacalismo” che trova in Usigrai, cioè il sindacato unitario dei giornalisti della tv di Stato, il principale nemico da combattere. «Mi hanno sempre attaccato, l’Usigrai è la Cgil dei giornalisti, quindi crescete e moltiplicatevi », sono state le parole di incoraggiamento di Bruno Vespa nella veste inaspettata di tuta blu dell’informazione, versione Lulù Massa prima di perdere la falange in La classe operaia va in paradiso. Il corrispondente da New York Claudio Pagliara rivendica di non aver mai avuto la tessera di Usigrai e poi lancia un grido di dolore: «Per colpa loro, anche se non ne ho le prove, sono stato nominato corrispondente con due anni di ritardo». Il ministro Gennaro Sangiuliano, un altro ex direttore di testata Rai, manda solo un messaggio ma pieno di enfasi […]: «La libertà di associazione sindacale e il ruolo del sindacato costituiscono uno dei cardini della democrazia». Insomma, cosa sta succedendo? La storia, in breve, è questa: Usigrai è considerata troppo di sinistra e non controllabile e allora il dg Giampaolo Rossi — è il segreto di Pulcinella — ha promosso la fondazione di un altro soggetto sindacale “libero”. Sì perché qui, dal palco, parlano tutti di “libertà”, come se la tv pubblica non fosse in mano al governo ma occupata dai bolscevichi. «Noi giornalisti di un certo tipo siamo stati per molto tempo etichettati», spiega il direttore di Rai New 24 Paolo Petrecca, e un “certo tipo” sta con ogni evidenza a dire “destra”, destra missina oggi alla plancia di comando. E infatti la deputata Augusta Montaruli, donna che conta nel partito di Giorgia Meloni, specifica che «libertà è quando non hai paura di essere quel che sei» […] Il direttore del Tg1 Gianmarco Chiocchi, vicino alla premier, assiste e viene salutato con calore dal tavolo della presidenza. Francesco Giorgino cita Sant’Agostino, Francesco Pionati (direttore Gr) cita il Vangelo, Alessandro Casarin (direttore Tgr) cita don Luigi Giussani. Da fuori il deputato rossoverde Nicola Fratoianni liquida tutto così: «Non è un sindacato, è una corporazione ».