RASSEGNA STAMPA – Sui migranti acque agitate nel centrodestra…

(nella foto Tajani e Salvini)

 

I RETROSCENISTI DI MESTIERE SONO IMPEGNATI A COGLIERE LE FIBRILLAZIONI GENERATE NEL GOVERNO DI CENTRODESTRA DALLO SBARCO IN MASSA DI MIGRANTI A LAMPEDUSA. MATTEO SALVINI RECUPERA GLI ANTICHI ARDORI DI LOTTA SENZA QUARTIERE AGLI SBARCHI DEI MIGRANTI FACENDOSI SPALLEGGIARE DA CALDEROLI IL QUALE AMMONISCE CHE QUANDO C’ERA SALVINI AL VIMINALE L’INVASIONE DI MIGRANTI NON C’ERA. L’OBIETTIVO È SOTTRARRE VOTI A FRATELLI D’ITALIA IN VISTA DELLE EUROPEE E RIPOSIZIONARSI SU POSIZIONI CRITICHE VERSO BRUXELLES RICORRENDO AL COLPO DI TEATRO DI DUETTARE CON MARINE LE PEN SUL PALCO DI PONTIDA. IN MANIFESTA ED ESPLICITA CONTRAPPOSIZIONE GIORGIA A SALVINI, LA MELONI HA INVITATO LA VON DER LEYEN A LAMPEDUSA PER CONFERMARE LA LINEA EUROPEISTA DEL GOVERNO E CONFIDANDO IN UN SOSTEGNO PIÙ CONCRETO DA PARTE DELL’UE NELLA REDISTRIBUZIONE DEI MIGRANTI SBARCATI. LA DISTANZA POLITICA FRA SALVINI E MELONI LA SI COGLIE FRA LA PRESENZA DELLA LE PEN A PONTIDA E GIORGIA MELONI CHE CHIEDE AIUTO A MACRON CHE IN FRANCIA HA COME ANTAGONISTA DICHIARATA PROPRIO LA LE PEN. QUANTO A TAJANI AFFERMA CHE È INDIFFERENTE AGLI SLOGAN DI SALVINI IN CHIAVE ELETTORALE E CHE IL PROBLEMA DEI MIGRANTI E DEGLI SBARCHI A LAMPEDUSA VA POSTO IN SEDE ONU PER LA SUA AMPIEZZA E COMPLESSITÀ. SUL RUOLO CHE PUÒ SVOLGERE L’ONU LA MELONI SI RISERVA DI PARLARNE A GIORNI COL SEGRETARIO GUTERRES.

Estratto da ilfattoquotidiano.it

Per il leader della Lega “il governo è unito” anche sulla questione migranti, ma tra Matteo Salvini e Antonio Tajani continua il botta e risposta a distanza sulle strategie da adottare e, in particolare, sull’alleanza a livello europeo con Rassemblement National di Marine Le Pen auspicata dal capo del Carroccio. Dopo che sabato proprio Salvini aveva implicitamente accusato Forza Italia di voler “governare con i Socialisti”, in vista delle prossime elezioni europee, oggi a rispondere è l’altro vicepresidente del Consiglio: “Le Pen a Pontida? Il governo non c’entra. Sui migranti basta fare a gara a chi la spara più grossa“

(…)  TAJANI

Ilario Lombardo per “la Stampa” – Estratti

Il Piano Mattei non esiste senza un robusto aiuto internazionale, e senza il cappello dell’Onu.     (…) Meloni ne parlerà con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che vedrà mercoledì pomeriggio, prima dell’intervento all’Assemblea previsto per la sera. La premier si è convinta che l’Unione europea non basti e che vada creata una piattaforma politica in sede Onu. A Guterres illustrerà un quadro che si è fatto drammatico e che rende necessaria la collaborazione di più attori. Servono soldi, progetti, finanziamenti. «Serve un maggiore coinvolgimento dell’Onu» ha ammesso ieri la premier da Lampedusa. Una missione. Anzi, di più: «Un piano Marshall per l’Africa» lo definiscono alla Farnesina. Solo così, è la convinzione della diplomazia italiana, si potrà dare sostanza al Piano Mattei, che in fondo non è mai stato chiaro cosa fosse, al di là di una generica definizione degli obiettivi.    (…) Ormai Tajani sembra riporre poche speranze sul via libera in breve tempo dei circa 2 miliardi del Fondo monetario internazionale. «Si deve pensare a un accordo svincolato da quello tra Tunisi e Fmi». Saied non vuole saperne delle riforme richieste (a partire dai tagli del mostruoso apparato pubblico di Tunisi) e il Fondo non ci sta a mettere soldi in un vaso bucato. Per questo, Meloni ha scommesso tutto sulla Ue e sull’aiuto di Ursula von der Leyen. Mentre i sauditi hanno staccato già un assegno da 500 milioni di dollari per Tunisi, Saied ancora attende i 250 milioni di euro promessi da Bruxelles. Soldi che, pensa Meloni, servirebbero a placarlo e a convincerlo a trattare sulle riforme.    (…) E dopo giorni di sfida con Matteo Salvini, intenzionato a giocarsi la campagna elettorale sulla rotta del Mediterraneo, ha capito che non può abbandonare la via diplomatica. Tajani pensa che la premier non debba seguire gli umori del leghista. Non farsi trascinare su ipotesi irrealizzabili come il blocco navale o nella disfida per contendersi il voto più populista di destra. «Va bene il contenimento ma serve una strategia diplomatica. Si può aprire al modello di una missione Sofia ma senza dimenticare le altre azioni di intervento. Come sulla Tunisia». Ma Salvini sbaglia ad attaccare l’Ue con Marine Le Pen a Pontiac, e Meloni a seguirlo? In altre parole, la premier dovrebbe seguire Tajani? «Su Le Pen tutti sanno come la penso. Ognuno invita chi vuole a casa propria, e ognuno ha le sue idee e le sue strategie. Vedo però che Meloni a Lampedusa ha parlato di Onu e di Europa. Ha le idee chiare e con me parla perché sono ministro degli Esteri».