RASSEGNA STAMPA

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LE CAMBIALI ELETTORALI SONO SEMPRE UN PROBLEMA QUANDO GIUNGONO A SCADENZA. QUELLA DEI BALNEARI VIENE DA ANNI RINNOVATA AD OGNI SCADENZA PERCHÉ MANCA L’ACCORDO DENTRO IL GOVERNO. LA ULTERIORE PROROGA DECISA DAL GOVERNO PER LE PRESSIONI DI LEGA E FORZA ITALIA NON HA LASCIATO INDIFFERENTE IL QUIRINALE CHE VIGILA SULLA COMPATIBILITÀ DELLE DECISIONI DEL GOVERNO CON LE DIRETTIVE EUROPEE E BRUXELLES SOLLECITA DA TEMPO IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI. LA LETTERA DI MATTARELLA CHE ACCOMPAGNA LA FIRMA DELLA PROROGA RAFFORZA GIORGIA MELONI ED È UN MONITO A LEGA E FI A NON CREARE PROBLEMI CON BRUXELLES.

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

La sensazione è che il duro monito di Sergio Mattarella sulla proroga delle concessioni balneari contenuto nella lettera mandata ieri al Parlamento, nasca da due preoccupazioni: una interna e una europea, intrecciate in modo strettissimo. La prima è che firmare un decreto governativo nel quale le modifiche sono passate da 149 a 205, senza chiedere correzioni urgenti e con dubbi finanziari corposi, sarebbe un pessimo segnale. La seconda è che il capo dello Stato sa che la misura di FI e Lega, accettata da FdI, verrebbe bocciata dalla Commissione Ue. Si tratta dunque di una sorta di mossa preventiva per evitare un inasprimento delle tensioni tra l’Italia e le istituzioni di Bruxelles; e insieme di un avvertimento alla maggioranza a non pensare di potere approvare misure incompatibili con il diritto europeo, o magari prive di copertura: e non solo sulle concessioni agli stabilimenti.[…] Va detto che nell’iniziativa presidenziale si indovina una severità non solo necessaria, ma potenzialmente utile anche a Giorgia Meloni. Palazzo Chigi è stato attento a non entrare in rotta di collisione con l’Unione e la Commissione. Ha rivendicato l’assenza di rilievi da Bruxelles dopo l’approvazione della Legge di stabilità; e la fiducia mostrata dai mercati nel passaggio non scontato dall’esecutivo di Mario Draghi a quello di destra. La questione dei balneari, invece, potrebbe creare difficoltà alla premier. Si tratta dunque di una sorta di mossa preventiva per evitare un inasprimento delle tensioni tra l’Italia e le istituzioni di Bruxelles; e insieme di un avvertimento alla maggioranza a non pensare di potere approvare misure incompatibili con il diritto europeo, o magari prive di copertura: e non solo sulle concessioni agli stabilimenti.[…] Va detto che nell’iniziativa presidenziale si indovina una severità non solo necessaria, ma potenzialmente utile anche a Giorgia Meloni. Palazzo Chigi è stato attento a non entrare in rotta di collisione con l’Unione e la Commissione. Ha rivendicato l’assenza di rilievi da Bruxelles dopo l’approvazione della Legge di stabilità; e la fiducia mostrata dai mercati nel passaggio non scontato dall’esecutivo di Mario Draghi a quello di destra. La questione dei balneari, invece, potrebbe creare difficoltà alla premier. Invece, dopo la lettera di Mattarella, Meloni avrà maggiore potere di persuasione nei confronti degli alleati, berlusconiani in testa ma anche leghisti. FI e Carroccio hanno premuto per la proroga, lasciando capire che altrimenti poteva andare addirittura in crisi la coalizione; e costringendo il partito della premier a assecondarli. La severità con la quale il capo dello Stato spiega la promulgazione di norme solo come un modo per evitarne la decadenza, lascia capire che il capitolo per il Quirinale non è affatto chiuso. Il dettaglio che ai rilievi puntuti abbia affiancato un giudizio positivo per le critiche di Meloni all’abuso dei decreti governativi è la conferma della volontà di vigilare e insieme sostenere l’esecutivo. […]