RASSEGNA STAMPA

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SBAGLIA CHI ATTRIBUISCE ALLE INTEMPERANZE DELL’ETÀ LE USCITE DI BERLUSCONI IN DISSENSO DALLE POSIZIONI UFFICIALI DI FORZA ITALIA ALL’INTERNO DELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO. LE AFFERMAZIONI FATTE ALL’USCITA DEL SEGGIO ELETTORALE SULLA GUERRA IN UCRAINA E SUL PRESIDENTE ZELENSKY NON HANNO NULLA DI ESTEMPORANEO. BERLUSCONI È BEN CONSAPEVOLE CHE NEL PAESE ESISTE UNA PARTE CONSISTENTE DI CITTADINI- ELETTORI CONTRARI ALLA GUERRA IN UCRAINA E CRITICI CON ZELENSKY. BERLUSCONI HA PENSATO DI AGGANCIARE QUESTO DISSENSO NELLA SPERANZA DI GUADAGNARE QUALCHE VOTO NELLE URNE. L’AMICIZIA BEN NOTA CON PUTIN È, NEL CASO SPECIFICO, DEL TUTTO SECONDARIA .

Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

Le pallottole verbali di Silvio Berlusconi contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky piombano su Palazzo Chigi di domenica sera, quando le luci di Sanremo (ma non ancora le polemiche) si vanno spegnendo. La prima reazione della maggioranza è un rumoroso silenzio, telefoni sempre occupati o staccati ad arte per non parlare con i giornalisti. Imbarazzo, tensione, paura che le clamorose parole dell’ex premier possano provocare conseguenze sul voto regionale in Lombardia e Lazio o, ancor peggio, incrinare pericolosamente la stabilità del governo. Meno di un’ora dopo che le esternazioni berlusconiane […] Una breve nota, in cui il nome di Berlusconi non compare e che in estrema sintesi rivela la distanza abissale tra la posizione del capo di Forza Italia e quella del capo dell’esecutivo. Nel ribadire che il sostegno del governo a Kiev è «saldo e convinto» Meloni mette l’alleato-avversario in fuorigioco, richiamando il programma elettorale e ricordando che la maggioranza si è espressa a favore dell’Ucraina in «tutti i voti parlamentari». Come dire che, se Berlusconi vuole restare dentro il perimetro della coalizione […] deve muoversi nel solco atlantista di Washington, Bruxelles e Roma e deve smetterla di strizzare l’occhio a Putin. […] a Palazzo Chigi non è certo sfuggito che Berlusconi si era schierato platealmente con Putin già alla vigilia delle elezioni politiche. […] Ora ci risiamo. […] per giorni Berlusconi avrebbe provato indirettamente a convincere la presidente del Consiglio a desistere dall’intenzione di mettersi in viaggio verso Kiev.  […] Giorgia Meloni non ci pensa proprio. Ha promesso a Zelensky che andrà […] e vuole […] mantenere l’impegno di partire «in tempi strettissimi», possibilmente prima del doloroso primo anniversario dell’invasione che cade il 24 febbraio.Affermare, come ha fatto Berlusconi, «io a parlare con Zelensky se fossi stato il presidente del Consiglio non ci sarei mai andato» è uno schiaffo difficilmente tollerabile. Come è difficile per Meloni digerire l’accusa falsa al leader ucraino di aver attaccato il Donbass, la minaccia di non mandare più le armi e la richiesta a Biden di ordinare a «questo signore» (Zelensky, ndr ) di cessare il fuoco. […] L’allarme investe anche i ministri azzurri, i quali non si aspettavano un nuovo attacco così diretto del loro leader al capo della resistenza ucraina e alla presidente del Consiglio. Il trambusto dura novanta minuti. Meloni parla più volte con Antonio Tajani, che certo non può rompere con il fondatore di FI. Il ministro degli Esteri si attiva per ottenere il dietrofront dell’ex premier, chiama Arcore, parla con Berlusconi e lo convince a mettere nero su bianco la rassicurazione che il suo «sostegno in favore dell’Ucraina non è mai stato in dubbio». La fibrillazione è forte, tra gli azzurri, dentro la maggioranza e nel rapporto con le opposizioni. […]