RASSEGNA STAMPA

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SEMBRA “L’UOVO DI COLOMBO” MA LA DECISIONE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E, QUINDI, DEL GOVERNO DI AMPLIARE LA DISPONIBILITÀ DEI PORTI PER LO SBARCO DEI MIGRANTI, ANCHE SE AVESSE LOGICHE POLITICHE, RISPONDE ALLA ESIGENZA OBIETTIVA DI EQUILIBRARE IL CARICO DEI FLUSSI. “SICILIA E CALABRIA NON POSSONO ESSERE IL CAMPO-PROFUGHI DI TUTTI GLI SBARCHI”- HA AFFERMATO IL MINISTRO- INTENDENDO DISTRIBUIRE IL CARICO DI DISPERATI E VITE UMANE AD ALTRI PORTI UGUALMENTE ACCESSIBILI. ATTRIBUIRE ALLA DECISIONE LA VOLONTÀ DI PENALIZZARE LE REALTÀ PORTUALI RICONDUCIBILI A COMUNI AMMINISTRATI DAL CENTROSINISTRA È UNA IPOTESI DI BASSISSIMO PROFILO UTILIZZATA PER ALIMENTARE UN DIBATTITO POLITICO DI ANCOR PIÙ BASSO LIVELLO. IL PROBLEMA È REALE E LO VANNO DENUNCIANDO I SINDACI DI CALABRIA E SICILIA LASCIATI A FARE FRONTE AD EMERGENZE CHE RICHIEDONO RISORSE E DOTAZIONI STRAORDINARIE.

Articolo di Grazia Longo per “la Stampa”

C’è l’emergenza Lampedusa, e più in generale quella della Sicilia e della Calabria, che «non devono essere condannate ad essere il campo profughi dell’Europa». E poi c’è la polemica sui migranti soccorsi dalle Ong dirottati su città del centro sinistra, «critica che non condivido e comunque il porto di Ancona è in una regione amministrata dal centrodestra». Interviene ad ampio raggio sulla questione migranti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dalla prefetta di Agrigento Maria Rita Cocciufa in seguito all’appello lanciato dal sindaco di Lampedusa Filippo Mannino, che ha chiesto una task force per far fronte al fenomeno migratorio. «Lampedusa è la prima frontiera dell’Europa – puntualizza il titolare del Viminale – e se ne fa carico con grande umanità. Fa parte di una provincia che accoglie oggi complessivamente nei Cas circa 1.250 persone in accoglienza stabile. Spero di tornare presto con qualcosa che potrà essere il segno tangibile della discussione avviata oggi (ieri per chi legge ndr)». Intanto il ministro garantisce «un piano straordinario per la gestione dei rifiuti dell’hotspot, anche dal punto di vista finanziario». L’hotspot di Lampedusa, quando è sovraffollato, produce, in pochi giorni, rifiuti tessili pari a quelli che gli isolani, 6 mila persone, producono in un anno e quindi riceverà un sostegno economico. Ma il sindaco Filippo Mannino reclama a gran voce «il risarcimento dei danni morali. L’isola ha salvato migliaia e migliaia di migranti nel corso di questi anni e il risarcimento consiste nel fare subito Lampedusa zona franca, come del resto ci era stato promesso. Già il Senato, nel settembre del 2022, ha approvato un ordine del giorno che impegnava il governo a portarne avanti l’istituzione». E incalza nel chiedere a gran voce di «ritornare al sistema delle navi quarantena che possono fare da spola tra Lampedusa e la Sicilia per alleggerire l’hotspot». Piantedosi intanto insiste sulla necessità di «un’equa distribuzione su tutti gli altri luoghi di possibile sbarco, con il compito di sgravare Sicilia e Calabria». Non a caso tra oggi e domani è previsto l’arrivo delle due navi Ong Ocean Viking e Geo Barents ad Ancona. Città amministrata, appunto, dal centrosinistra e che spinge il coordinatore dei sindaci Pd Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro, ad affermare che «come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca… Noi faremo la nostra parte come abbiamo sempre fatto, certo sembra strano e abbastanza preoccupante che il governo faccia percorrere centinaia di miglia a persone già provate fisicamente e psicologicamente facendole approdare in porti del Centro e Nord Italia. Il punto è questo. Non sono i porti delle città amministrate dal centrosinistra ma costringere persone già provate a percorrere centinaia di miglia». Ma Piantedosi respinge le accuse: «I nostri esperti tecnici hanno valutato che si poteva organizzare lo sbarco ad Ancona. Prima di disporre il porto sicuro ci avvaliamo del contributo di valutazioni tecniche specialistiche. Se un viaggio viene indirizzato in un porto vuol dire che le valutazioni fatte dagli specialisti lo consentono. Inoltre, quando avviene uno sbarco viene attuato un provvedimento di distribuzione che spesso porta alla distribuzione al di fuori del luogo dello sbarco, ma addirittura al di fuori della regione. Se così non fosse, Lampedusa sarebbe ormai invasa da centinaia di migliaia di persone. Accetto le contestazioni dell’opposizione, ma sono convinto che stiamo andando sulla direzione giusta». E poiché il problema immigrazione va risolto a monte, il ministro dell’Interno ricorda l’impegno preso «supportato dal coordinamento del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri, con tutti gli interlocutori possibili dei vari corridoi. Andrò il 16 in Turchia, maturerà un avvio di collaborazione e confronto. Molto probabilmente, a ruota toccherà alla Tunisia, con il mio omologo tunisino ho avuto già ripetuti scambi telefonici e ci vedremo a breve». Quasi tutti i barchini partono ormai da Sfax, in Tunisia, ma c’è anche «il tema della Libia da riprendere e va oltre i problemi immigratori e su questo vi porto la testimonianza di un impegno diretto del presidente del Consiglio dei ministri e del ministro degli Esteri entro i quali collocare i rapporti di collaborazione. Con la Libia, a livello tecnico-operativo, abbiamo già ripreso un dialogo di cooperazione operativa».