RASSEGNA STAMPA

      Nessun commento su RASSEGNA STAMPA

LE MAZZETTE GIRATE NEL PARLAMENTO EUROPEO SONO UNO SCANDALO CHE VA AL DI LÀ DELLE SINGOLE PERSONE PER ALTRO ANCORA TUTTE DA INDIVIDUARE. E’ UNA PARTITA CHE VEDE COINVOLTE SPIE E SERVIZI SEGRETI DI VARI PAESI. UN RUOLO CENTRALE PARE ABBIA AVUTO IL MAROCCO CON FINALITÀ ANCORA DA DEFINIRE. I DIRITTI UMANI VIOLATI E DENUNCIATI NON SONO TUTTO E CIÒ RIPROPONE IL TEOREMA DELL’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA ATTRAVERSO I FLUSSI DI MIGRAZIONE E L’INQUINAMENTO DELLE SUE ISTITUZIONI. PER LA PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SIAMO IN PRESENZA DI UN ATTACCO ALL’EUROPA E ALLE SUE ISTITUZIONI. SPERIAMO CHE SI TRATTI DELLE SOLITE MELE MARCE CHE VANNO ELIMINATE DAL CESTO.

1. QATAR:’SOFFIATA DEGLI EMIRATI AGLI 007 BELGI DIETRO L’INCHIESTA’

(ANSA) – A dare il via all’inchiesta Qatargate, che sta terremotando il Parlamento europeo, sarebbe stata una segnalazione arrivata dagli Emirati Arabi Uniti all’intelligence del Belgio che per mesi ha lavorato con i servizi segreti di altri 5 Paesi, ma non con quelli dell’Italia, “che sarebbero stati esclusi dall’operazione nonostante tutto sembri ruotare attorno a figure di nazionalità italiana”. E’ quanto ricostruisce il Corriere della Sera in un articolo pubblicato oggi. La segnalazione degli Emirati, scrive il Corriere, “ha portato gli 007 sulle tracce di un centro di studi del Marocco a Bruxelles dietro il quale si nascondeva una centrale di spionaggio. I servizi belgi hanno appurato che il centro culturale aveva collegamenti con l’ambasciatore marocchino in Polonia Abderrahim Atmoun che nelle carte dell’inchiesta è citato come colui al quale Panzeri doveva affidare dei regali da lui ricevuti affinché fossero trasferiti in Marocco”.  “Partito nel 2021 come un caso di ‘sicurezza nazionale’ per la minaccia di interferenza da parte di un Paese straniero sui processi decisionali del Parlamento europeo – continua il Corriere – il dossier evidentemente ad un certo punto perde di pericolo e si trasforma in una questione di corruzione internazionale, altrettanto grave, ma meno allarmante per gli 007 locali che lo passano alla magistratura ordinaria. I magistrati ci lavorano e puntano anche ai rapporti con il Qatar, specie della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili”.

2. I SERVIZI SEGRETI BELGI DIETRO L’INCHIESTA

Estratto dell’articolo di Lodovica Bulian per “il Giornale”

I servizi segreti del Belgio dietro l’inchiesta sul Qatar gate. Mesi prima dell’arresto, venerdì scorso, dell’ex eurodeputato socialista Antonio Panzeri, gli 007 belgi avrebbero trovato somme anomale in cash all’interno del suo appartamento a Bruxelles. I quotidiani Le Soir e Knack, citando fonti investigative, rivelano quello che sarebbe stato l’innesco dell’indagine per corruzione, associazione a delinquere e riciclaggio che sta facendo tremare il Parlamento Ue. Al centro le presunte mazzette pagate dal Qatar con l’obiettivo di ammorbidire le posizioni delle istituzioni sulle violazioni dei diritti umani e dei lavoratori nella costruzione delle opere per i Mondiali di calcio. […]   Già nel 2021, gli apparati di sicurezza avrebbero aperto un’inchiesta sull’interferenza di una potenza straniera . Nell’ambito dell’indagine, secondo questa ricostruzione, gli 007 sarebbero arrivati all’ex eurodeputato Panzeri. Tanto che, nell’ambito di un’operazione segreta di intelligence, avrebbero effettuato una perquisizione nella sua abitazione e avrebbero trovato circa 700mila euro in contanti. Elemento che avrebbe fatto scattare la declassificazione del fascicolo e la sua trasmissione alla Procura federale il 12 luglio 2022. É l’atto che di fatto avrebbe fatto partire l’inchiesta ora coordinata dal giudice Micheal Claise. […]   Ma rimbalzano sull’asse BruxellesRoma anche voci di una presunta gola profonda dietro il Qatar gate, un collaboratore che avrebbe parlato con la polizia delle due ong finite sotto la lente degli investigatori, la «Fight for Impunity» di Panzeri e la «No Peace Without Justice». Gli inquirenti starebbero cercando conferme sull’utilizzo delle ong – attorno a cui ruotano nomi riferibili alla galassia Panzeri – come «veicolo» della presunta corruzione. Uno dei punti ancora non noti del lavoro dei magistrati riguarda il Marocco e in quale misura la presunta attività di corruzione sia arrivata anche da lì al cuore di Bruxelles e per quali fini.

3. INTRIGO INTERNAZIONALE

Estratto dell’articolo di Giuseppe Salvaggiulo e Monica Serra per “La Stampa”

[…]  Il 19 luglio, dopo una «ispezione clandestina» in casa Panzeri, un dettagliato rapporto è stato consegnato nelle mani del giudice istruttore Michel Claise. […] Quando, una settimana fa, ha ordinato ai poliziotti dell’Ufficio centrale per la repressione della corruzione di fare irruzione nella residenza di Antonio Panzeri, ex eurodeputato di Pd e Articolo 1, e del suo ex assistente Francesco Giorgi, ha agito a colpo sicuro. Sapevano che avrebbero trovato il tesoro in contanti già visto nella «ispezione clandestina». Contattata dal quotidiano belga Le Soir, l’agenzia di sicurezza non ha confermato. Ma lo ha fatto il ministro della Giustizia Vincent Van Quickenborne, definendo l’indagine «un punto di svolta» e plaudendo all’uso efficace di tecniche investigative già sperimentate con successo contro la mafia, come il cracking dei telefoni criptati.   […] Qatar e Marocco, dunque, ma forse le «innumerevoli interferenze straniere» sono anche altre. In estate un report del Copasir, richiamato ieri dal ministro Adolfo Urso che allora lo presiedeva, aveva certificato «ingerenze di Qatar, Emirati, Arabia Saudita e altri Paesi». L’inchiesta procede seguendo le tracce dei soldi. A Bruxelles, come a Milano, dove sabato è arrivato un ordine di investigazione europeo finito sulla scrivania del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, a capo del pool Anticorruzione internazionale. Immediate sono scattate le perquisizioni dell’aliquota di polizia giudiziaria della Guardia di finanza e gli accertamenti su sette diversi conti correnti bancari italiani, riconducibili alla famiglia di Panzeri, al suo ex assistente Giorgi, e al segretario del sindacato mondiale (Ituc) Luca Visentini, inizialmente fermato, poi rilasciato dagli investigatori belgi. I movimenti su quei conti potrebbero fornire nuovi spunti per ricostruire che giro facessero i soldi che, a palate, arrivavano dal Qatar. O magari altre conferme alle ipotesi di un’indagine che continua ad allargarsi. E che punta a identificare tutti i nomi degli europarlamentari che – questa è l’ipotesi – a partire almeno dal gennaio 2021 erano a libro paga dell’organizzazione criminale che ruotava attorno alla Ong Fight Impunity e alla figura di Panzeri. Nella sua casa di famiglia, a Calusco sull’Adda, 8 mila abitanti nella Bergamasca, la Guardia di Finanza milanese ha sequestrato orologi di valore, computer, cellulari e 17 mila euro in contanti nascosti nell’armadio, mentre la moglie Maria Dolores Colleoni e la figlia Silvia, assistite dall’avvocato Angelo De Riso, sono ai domiciliari in attesa delle udienze del 19 e 20 dicembre, in cui la Corte d’Appello di Brescia deciderà sulla loro estradizione. Denaro cash come i 20 mila euro sequestrati a Giorgi. Nella villetta dei suoi genitori, in una strada tranquilla e residenziale di Abbiategrasso, a una ventina di chilometri da Milano, dov’ è cresciuto e dove ha vissuto fino all’università, quando poi è partito per far carriera da assistente parlamentare a Bruxelles, i finanzieri domenica sera hanno trovato la chiave di una cassetta di sicurezza. La filiale della banca chiaramente nel weekend era chiusa. Ci sono tornati martedì e hanno trovato 20 mila euro, sempre in contanti. Sarà quasi impossibile scoprire da dove siano arrivati quei soldi e quando Giorgi li abbia chiusi in quella cassetta. Viceversa parte dei soldi trovati a Bruxelles, sia in casa Panzeri che in casa Giorgi, hanno lasciato una traccia. La fascetta che li avvolgeva consente di risalire ai conti correnti belgi da cui sono state prelevati. Ciò potrebbe permettere di identificare chi li abbia consegnati a Panzeri, nella doppia presunta veste di corrotto e corruttore di altri parlamentari e funzionari. Soldi di cui Eva Kaili, compagna di Giorgi ed ex vicepresidente socialista del Parlamento europeo, continua a dire di non sapere niente. Inoltre riferisce tutte le sue iniziative sul Qatar come «pianificate ai più alti livelli dell’Ue». Una strategia difensiva che, unita alla richiesta di rinvio dell’udienza di convalida dell’arresto, pare delineare la volontà e il tentativo di sganciarsi dal destino processuale di Giorgi.