
(di Simone Disegni – fonte open.online)
Stravince la Lista degli Studenti nelle elezioni con la più alta affluenza di sempre in Serbia: l’addio al potere di Vučić dopo 14 anni
Il presidente uscente della Serbia Aleksandar Vučić ha riconosciuto di aver perso le elezioni svoltesi oggi, dopo 14 anni ininterrottamente al potere. Il suo partito Serbia Unita, ha dichiarato in diretta tv su Rts, «ha perso le elezioni»: avrà fra 100 e 105 seggi. Ha vinto dunque la Lista degli Studenti, che dovrebbe avere 130 seggi. Le proiezioni diffuse dall’emittente pubblica Rts evocano in realtà un successo ancora più netto degli studenti: avrebbero ottenuto il 52% dei voti, pari a 138 seggi su 250, mentre il partito del presidente uscente si fermerebbe al 39,3%, pari a 104 seggi. «La Serbia è libera», esulta la lista di (ex) opposizione sui social. Subito dopo l’annuncio di Vučić è esplosa la gioia dei sostenitori della Lista degli Studenti per le strade di Belgrado, con scene di esultanza e cori. Lo spoglio dei voti è ancora in corso, dopo una giornata che passerà comunque alla storia come quella delle elezioni più partecipate di sempre in Serbia. Col volto contrito, Vučić è andato per primo in tv per riconoscere la sconfitta, assicurando comunque che intende «continuare la lotta dall’opposizione» e che dimostrerà che gli studenti hanno fatto una campagna «scorretta e piena di menzogne».
L’affluenza record e le tensioni
Si sono chiuse dopo le 20 le urne in Serbia per le elezioni parlamentari. Un voto che ha segnato un tasso di affluenza da record: alle 19 (dalle 7 di questa mattina) aveva votato il 67,6% degli aventi diritto secondo CeSid/Ipsos e il 69% secondo il movimento civico Kreni-Promeni, vicino agli studenti. Si tratta di un record negli ultimi 30 anni almeno. Alle elezioni di dicembre 2023 l’affluenza totale si era fermata al 58%. Le lunghe code di elettori per tutta la giornata hanno costretto molti seggi, come prescrive la legge, a rimanere aperti fin dopo le 20 per consentire a tutti coloro fossero già in fila di poter votare. Ora per le strade di Belgrado e delle altre città serbe si respira un clima di attesa e tensione. Veicoli pesanti della gendarmeria sono stati visti procedere per le vie della capitale, e stazionare in particolare davanti al palazzo della presidenza e alla sede della Commissione elettorale, presidiate anche dalla polizia. I giornalisti hanno anche riferito di controlli sui loro tesserini e lunghi divieti di accesso alla sede della Commissione elettorale. I seguaci del partito del presidente Aleksandar Vučić si starebbero radunando in piazza, mentre gli studenti affermano di non voler rispondere ad alcuna provocazione.
Le elezioni anticipate e la sfida degli studenti
Il presidente uscente Aleksandar Vučić, alla guida del Partito Progressista Serbo (SNS), ha indetto le elezioni anticipate per cercare la riconferma al potere come premier. A sfidarlo è in primis la Lista degli Studenti, movimento nato dalle proteste per la tragedia del 2024 a Novi Sad, dove il crollo di una pensilina alla stazione causò la morte di 16 persone. Quell’onda di protesta s’è tramutata in un movimento politico, pur senza leader formali, che ha presentato per le elezioni un listone di 250 candidati, tra cui professori, scienziati, attori e attivisti. Sono circa 6,5 milioni gli elettori chiamati alle urne, aperte in tutta la Serbia dalle 7 alle 20. Alle 12 l’affluenza era del 34,5%, in netto aumento rispetto alla tornata del dicembre 2023 (21,3% alla stessa ora). In assenza di exit poll, i primi risultati del voto sono attesi in serata, non prima delle 21.30.
Elezioni in Serbia, code ai seggi e denunce di aggressioni
In molti seggi dalle prime ore del mattino si sono formate lunghissime code, e da alcuni di questi arrivano segnalazioni di irregolarità, registrate dai media indipendenti. A Kladovo, un membro dell’opposizione della locale commissione elettorale ha segnalato un’anomala e massiccia lista di persone che richiedevano, senza che sia stato certificato un impedimento, di poter votare a casa: numero che sarebbe cresciuto da 115 a 460. Disordini fisici sono stati segnalati nel comune di Doljevac, nel sud della Serbia, dove una trentina di individui dall’aspetto ostile sarebbero entrati in un seggio, «aggredendo alcune persone presenti». Aggressioni con spray al peperoncino sono state segnalate a Zvezdara (Belgrado) e Pančevo. Il presidente della Commissione elettorale, Vladimir Dimitrijević, in uno dei briefing che avvengono ogni ora, ha dichiarato da parte sua che le operazioni di voto in corso in un gran numero di seggi elettorali si stanno svolgendo senza incidenti o irregolarità: «L’unica difficoltà iniziale è stata l’apertura dei seggi stessi a causa dei grandi assembramenti e l’avvio dei lavori del comitato elettorale e la definizione delle modalità operative presso i seggi, che sono ora tutti aperti».
Cosa dicono i sondaggi
Gli ultimi sondaggi, spesso in contraddizione tra loro, mostrano un testa a testa tra le liste. L’unica rilevazione pubblicata a ottobre da New Serbian Political Thought (NSPM) assegna alla lista studentesca un lieve vantaggio: 44,5% contro il 42,7% di Serbia Unita. Ipsos dà invece al 47% Vučić e gli studenti al 40%. Determinante sarà anche la quota degli indecisi (tra l’11 e il 16%). Ma nessuna delle due formazioni sembrerebbe avere i numeri necessari per conquistare la maggioranza assoluta dei voti e, di conseguenza, dei seggi (250). L’affluenza è invece stimata sopra il 60%, un dato che la Serbia non raggiungeva da almeno vent’anni e superiore al 58,5% registrato alle elezioni del dicembre 2023, vinte nettamente dall’ex presidente e dai suoi alleati. «Gli studenti hanno sfidato la macchina del potere. E, per quanto possa sembrare sorprendente, potrebbero vincere», spiega l’accademico serbo Filip Balunović.