
(di Antonia Verderosa – fonte open.online)
Il presidente ucraino vuole prorogare anche la mobilitazione generale. L’accordo mediato dagli Stati Uniti dovrebbe consentire l’evacuazione dei civili dalla città occupata dai russi. A novembre nuovi colloqui tra Kiev, Mosca e Washington
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al Parlamento di prorogare di altri 90 giorni la legge marziale e la mobilitazione generale, in vigore dall’inizio dell’invasione russa del febbraio 2022. Se approvate, le misure saranno estese per la ventunesima volta. Intanto, Russia e Ucraina si preparano a una tregua umanitaria a Oleshky, cittadina della regione di Cherson occupata dalle truppe russe dal 2022. L’accordo, raggiunto con la mediazione degli Stati Uniti e il coinvolgimento di Melania Trump, dovrebbe consentire l’ingresso degli aiuti e l’evacuazione dei civili rimasti nella città, dove scarseggiano cibo, acqua potabile e medicinali. Kiev indica il 27 ottobre come data di inizio delle operazioni, mentre la Casa Bianca ha annunciato il 29. Intanto, Zelensky conferma la ripresa dei colloqui con Mosca e Washington a novembre. Ma sul terreno i combattimenti proseguono: nella notte la Russia ha lanciato 140 droni e quattro missili contro l’Ucraina, secondo l’Aeronautica di Kiev.
Kiev vuole anticipare i negoziati con Russia e Usa e coinvolgere l’Ue
L’Ucraina sta cercando di anticipare di almeno una settimana i colloqui trilaterali con Russia e Stati Uniti, previsti ad Abu Dhabi indicativamente dal 10 novembre, dopo le elezioni di metà mandato americane. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando fonti ucraine coinvolte nei negoziati. Kiev vorrebbe inoltre coinvolgere un rappresentante dell’Unione europea, ma Mosca sarebbe contraria alla presenza degli europei al primo incontro. «I russi non vogliono far sedere gli europei al tavolo delle trattative. Ma i nostri li porteranno e li informeranno in tempo reale ad Abu Dhabi», ha spiegato una delle fonti. Resta però il problema della rappresentanza europea: «Non hanno un rappresentante designato, il che significa che tutti questi inviati possono solo ricevere segnali. Non hanno il mandato di decidere nulla».
Tajani risponde a Salvini: «Pronto un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina»
«Siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario». Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di una visita alla Caserma Montebello di Milano, rispondendo a una domanda sulla posizione di Matteo Salvini. Il leader della Lega ha annunciato che il suo partito proporrà di fermare l’invio di armi e fondi a Kiev. «La mia posizione è nota», ha ribadito Tajani, annunciando che «è pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev». Il ministro degli Esteri ha poi auspicato un incontro tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, «magari con una presenza americana ed europea». «Il nostro obiettivo è la pace, ma deve essere una pace giusta. Non può essere la sconfitta dell’Ucraina», ha concluso.
Zelensky chiede altri 90 giorni di legge marziale e mobilitazione generale
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, due disegni di legge per prorogare di altri 90 giorni la legge marziale e la mobilitazione generale. Le proposte, depositate il 26 ottobre, sono state trasmesse alle commissioni competenti per l’esame. Se approvate, porteranno a 21 le proroghe della legge marziale dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022. Le misure attualmente in vigore scadono il 31 ottobre.
Il Cremlino: «La tregua a Oleshky può essere un precedente»
La tregua umanitaria concordata tra Russia e Ucraina per Oleshky potrebbe «rappresentare un precedente» per altre iniziative analoghe. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax. Alla domanda sulla possibilità di replicare l’accordo, Peskov ha risposto: «Per motivi umanitari, assolutamente sì», sottolineando il ruolo dell’amministrazione statunitense e l’intervento «diretto, molto positivo e coordinato» dei negoziatori americani e della First Lady Melania Trump.
Kiev: «Neutralizzati 112 droni e tre missili russi nella notte»
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 112 droni e tre missili guidati Kh-59/69 durante gli attacchi russi della notte. Lo riferisce l’Aeronautica militare di Kiev, citata da Ukrinform. Secondo le forze armate ucraine, Mosca ha impiegato complessivamente 140 droni, tra cui 70 Shahed a propulsione a getto, e quattro missili. I velivoli senza pilota sono partiti da diverse località russe e dalla Crimea occupata. Nonostante l’intervento della contraerea, sono stati registrati impatti in 15 località e cadute di detriti in altre quattro. Al momento della diffusione del bollettino, alcuni droni russi si trovavano ancora nello spazio aereo ucraino.
Mosca: «Colpita una nave con rifornimenti militari diretta a Odessa»
Il ministero della Difesa russo sostiene di aver colpito una nave da carico. «Una nave da carico che trasportava equipaggiamento militare destinato a sostenere l’Ucraina è stata colpita mentre si trovava in mare», si legge nella comunicazione riportata dall’agenzia Tass. L’imbarcazione era diretta al porto di Odessa.
Zelensky: «Dal 27 ottobre l’evacuazione dei civili da Oleshky»
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la tregua umanitaria nell’area di Oleshky dovrebbe iniziare il 27 ottobre e durare diversi giorni, su proposta degli Stati Uniti. L’obiettivo è consentire l’arrivo delle missioni umanitarie e l’evacuazione dei residenti rimasti nella cittadina occupata dalle forze russe. Secondo Zelensky, Mosca dovrà bonificare dalle mine le strade utilizzate per gli spostamenti, mentre rappresentanti ucraini e americani seguiranno le operazioni. Il presidente ha avvertito che la Russia potrebbe cercare di indirizzare gli sfollati verso il proprio territorio, mentre parte dei civili dovrebbe essere trasferita nelle aree controllate da Kiev. «La cosa principale è liberare queste persone dal blocco in modo che possano vivere», ha scritto su X.
Zelensky: «Neutralità e limiti all’esercito non sono negoziabili»
«Non possiamo parlare di neutralità del nostro Stato», ha dichiarato il presidente Zelensky in un’intervista a Tsn-Tyzhden, aggiungendo che la posizione di Kiev su questo punto coincide sostanzialmente con quella americana. Il presidente ha inoltre escluso che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina possano essere dettate da Mosca. «I limiti del nostro esercito e la neutralità dell’Ucraina non sono negoziabili», ha insistito. Quanto ai territori occupati, Zelensky ha precisato che la questione potrà essere affrontata soltanto in un confronto diretto tra i leader.
Zelensky conferma nuovi colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti a novembre
Russia, Ucraina e Stati Uniti torneranno al tavolo dei negoziati a novembre. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla televisione nazionale, annunciando la ripresa dei contatti diplomatici dopo mesi di stallo. «Siamo pronti a discutere», ha dichiarato, distinguendo però le questioni che potranno essere affrontate dai negoziatori da quelle riservate ai capi di Stato. «La questione territoriale deve essere affrontata a livello di leader. Le altre questioni sono di competenza dei gruppi tecnici», ha spiegato. L’incontro trilaterale, mediato da Washington, dovrebbe servire a rilanciare il confronto sulle condizioni per porre fine alla guerra.