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DISASTRO SANITARIO: CHI L’HA PROVOCATO IN CALABRIA DEVE PAGARE!!!!

Legittimo chiedersi a questo punto se i parlamentari sono a conoscenza che a Bologna la spesa sanitaria per ogni cittadino è di 84 euro e in Calabria fra 15 e 20 euro.Possibile che non sapessero? Più probabile che sappiano ma, per ragioni di carriera, supinamente allineati alle decisioni delle segreterie nazionali dei partiti e dei governi dai partiti sostenuti.Alla conferenza Stato-Regioni nessun governatore meridionale ha mai chiesto conto al presidente bolognese Bonaccini ,targato PD, della discriminazione.
(Nella foto ambulanze con pazienti in attesa all’ospedale di Cosenza)

UN PIANO STRATEGICO PER DARE AL SUD LE RISORSE DEL RECOVERY

Per questo, le regioni meridionali potrebbero, e dovrebbero, farsi promotrici di un “programma strategico per il Mezzogiorno”, con proposte condivise e progetti sinergici per la riduzione del divario nord-sud. Un documento che individui a monte i criteri realmente perequativi di diritti e servizi fondamentali (non più solo “essenziali”) – in particolare la tutela della salute, dei diritti sociali e di cittadinanza – e preveda precisi vincoli per il rispetto di obiettivi, destinazione delle somme, mantenimento (comunque) dell’intervento ordinario. 

MA VOI DOVE ERAVATE QUANDO RUBAVANO AL SUD PER DARE AL NORD ?

La verità è che in questo sistema ci avete sguazzato, perché il vostro silenzio era il prezzo della vostra rielezione. Ora, abbiate la decenza di tacere. O, se parlate, assumetevi la responsabilità di quello che è stato e non è stato fatto su vincoli di spesa, investimenti strategici per innovazione, occupazione giovanile e femminile, porti, ferrovie ecc. Sedete nelle istituzioni: usatelo quello scranno! Per i calabresi, non per le vostre carriere! ( Nella foto Anna Falcone )

I SINDACATI INVOCANO GRATTERI : POTEVANO PENSARCI PRIMA…..

Nell’esposto-denuncia – proseguono i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – abbiamo segnalato come, in questo periodo di Pandemia, oltre ad errori e/o omissioni nella catena di comando e di controllo delle procedure e all’inefficienza organizzativa, si siano rilevati, tra i diversi soggetti attuatori del Piano Anti-Covid, numeri e dati discordanti sui posti letto in Terapia Intensiva, nei reparti, nei numeri dei tamponi effettuati e processati, nonché sull’assistenza domiciliare.
Nello specifico, ci siamo riferiti a quanto affermato nel Decreto del Commissario ad acta 18 giugno 2020 34/2020”, dove si legge che: “Si è proceduto a potenziare, per quanto possibile, i posti di letto in terapia intensiva e malattie infettive, con la riqualificazione di spazi disponibili o dismessi e con la contestuale riconversione di molti reparti, sia presso gli Hub che presso gli Spoke dislocati nelle cinque province. ( Nella foto Nicola Gratteri )

Politici, massoni e mafiosi. Ecco come hanno spolpato la sanità in Calabria

L’obiettivo che si nasconde dietro la “rivolta” bipartisan della politica calabrese, è un altro, il controllo della sanità pubblica. La vera Fiat della Calabria con un giro d’affari di 3,5 miliardi all’anno, il 75% del bilancio regionale, e 20mila dipendenti. Un bacino elettorale enorme. Ospedali e aziende sanitarie sono stati l’osso che per anni è stato spolpato da una vorace compagnia di politici, circoli massonici e ‘ndrangheta.

IL COVID NELLA CALABRIA SAUDITA……

SU www.cosenzaoggi.net nella sezione VIDEO e su CAMTELE3-CANALE 114 dalle 15 a seguire “” IL COVID NELLA CALABRIA SAUDITA”” Ovvero il commissario Cotticelli scopre in diretta di essere lui responsabile del piano anti-covid..

FELTRI E’ UNA MACCHIETTA….NON FACCIAMO IL SUO GIOCO…..

Ecco perché non ha nè l’autorevolezza nè l’onestà intellettuale e politica per offendere i meridionali.Li può insultare ma non offendere .E se è pur vero che i suoi insulti disonorano  il giornalismo per le regole etiche e professionali che si è dato, danneggiandone l’immagine, gli si fa un regalo se lo si elegge a portatore politico di idee malsane e razziste. Indro Montanelli con le sue analisi non era tenero nei suoi giudizi, era orgogliosamente conservatore ma era un grande giornalista.
Vittorio Feltri deve rimanere quella macchietta che è diventato, per sua scelta, con il suo gergo da puttaniere impunito che evoca, quando parla di donne, le ciprie e gli afrori  dei postriboli chiusi con la legge Merlin. ( Nella foto Vittorio Feltri )