Categoria: Politica

Appello a Letta: non abbandonare la Calabria

Caro Enrico,
anzi scusa… caro Segretario del Pd, non sbagliare in Calabria. Almeno tu non cadere dentro asfittiche discussioni dall’epilogo scontato.

Il centrosinistra, quel che resta del centrosinistra calabrese, sta andando a schiantarsi contro un muro.

Le prossime competizioni rischiano di servire solo agli attuali gruppi dirigenti. Per confermare qualche consigliere regionale, per legittimare qualche commissario extra regionale alle prossime elezioni nazionali, per alimentare scontri tra bande. E, intanto, nessuna parola sulla Calabria. Nessuna prospettiva politica. Nessuna attualizzazione del momento storico.

Nel Paese c’è la pandemia. E a Roma governate addirittura insieme a Salvini. Meglio, la Lega ha deciso di governare insieme a voi. Siete distanti anni luce. Eppure nell’interesse collettivo state insieme per costruire le condizioni per tornare alla normalità. E decidete collegialmente le scelte strategiche e la destinazione delle ingenti risorse nazionali che verranno spese in Italia.

In Calabria invece è come se non ci fosse l’emergenza. Tutti si candidano. Tutti mettono veti. Tutti si comportano come se niente fosse accaduto. Tutti danno per scontato che ci si deve per forza dividere anche a queste storiche elezioni.

Franco Bruno
Presidente associazione culturale NeoMedi ed ex Senatore della Repubblica.

LA CAMPAGNA ELETTORALE E IL DISASTRO DELLA SANITA’…..

Un disastro senza responsabili, almeno fino ad oggi perché, in terra di mafia, omertà e complicità hanno finito per innestarsi stabilmente anche al mondo dei colletti bianchi. Dei mille e più morti per coronavirus non sapremo mai quanti ne avrebbe potuto salvare un servizio sanitario all’altezza delle quotazioni di cui gode, a livello internazionale, un paese come l’Italia.Ci siamo coperti di ridicolo e di dramma agli occhi dell’opinione pubblica nazionale e la domanda che ne scaturiva era come mai i calabresi subissero senza reagire, senza chiedere verità e giustizia. E questo è il punto. Non tutti sanno probabilmente che l’aspettativa di vita in Calabria,relativamente al diritto alla salute, è 10 anni di meno rispetto al nord. ( Nella foto ambulanze durante la pandemia )

GUARDIE E LADRI IN SANITA’: OVVERO CI DICONO DEI LADRI MA LE GUARDIE CHE FANNO?

Sappiamo, come tutti gli italiani, che nella sanità privata si muovono tanti soldi, e talvolta in maniera illegale, criminale.
E dunque fa bene il Governo a mandare gente che indaghi e colpisca duro.-
Ma perché mettere un poliziotto, un generale dell’arma o della GDF a governare il servizio sanitario? Perché deve scovare i criminali, ovvio.
Ma questo lo fanno le Questure e le Procure, non deve farlo il Commissario alla Sanità o la politica.

di Enzo Paolini

DAGLI SCRICCHIOLII NEL GOVERNO…AL CSM…E AI ” SERVIZI”…IN ATTESA DEI MILIARDI DALL’EUROPA

I miliardi in arrivo dall’Europa e un governo a maggioranza larga con scricchiolii crescenti prefigurano uno scenario che non esclude decisioni a sorpresa  e manovre azzardate, soprattutto se si mettono insieme la rappresentanza parlamentare dimezzata dal referendum, la nuova legge elettorale non approvata ed il “semestre bianco”, a partire dal 3 agosto, che impedisce al capo dello Stato lo scioglimento del parlamento.Sullo sfondo c’è la riforma della giustizia come condizione posta dall’Unione Europea per avere accesso ai miliardi promessi e una ministra dalla forte personalità come  Marta Cartabia, già presidente della Corte costituzionale, che ha il compito di elaborare la proposta di riforma. Nella foto Marta Cartabia )

L’ABUSO……IL CONDONO……E L’ILLEGALITA’ DIFFUSA…….

Ciò non toglie che sempre di illegalità si tratta, sia pure distinguendo fra piccoli abusi e palazzi costruiti coprendo i fiumi e manomettendo il territorio, addossando palazzi a palazzi, spesso senza le infrastrutture di servizio.Nel sud interi condomini sono stati costruiti all’insegna dell’abuso.
Accade ora che non solo i grandi abusi ma anche i piccoli debbono fare i conti con i requisiti richiesti per accedere al superbonus e poiché si configura una sorta di abuso di massa ecco che si muove la politica, sempre in cerca di consensi elettorali, che chiede il condono degli abusi commessi per poter attuare anche al sud l’efficientamento energetico e la tutela dell’ambiente. ( Nella foto un “mostro” edilizio )

COME FA IL GOVERNO A COLORARE DI ARANCIONE IL DISASTRO IN CALABRIA ?

Negli ospedali non c’è più posto, i pazienti Covid vengono dirottati in altre regioni, alcuni muoiono nelle ambulanze, molti altri, soprattutto anziani, muoiono a casa senza neppure la grazia di un tampone, senza una visita medica.I numeri ufficiali sono diventati, in queste ultime settimane, sempre più preoccupanti: circa 13.000 casi attivi attualmente, 600 nuovi contagi al giorno e 10 morti quasi quotidiani (solo all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza 82 in un mese), con un indice di positività del 14%, più del triplo di quello nazionale che è del 4,4%.Noi meridionali e calabresi temevamo che questa pandemia potesse espandersi e incrudelirsi anche al Sud perché sapevamo che le nostre strutture sanitarie sono in condizioni disastrose e che i nostri sanitari sono pochi e impreparati alla bisogna, ma niente è stato fatto per rafforzare strutture e personale medico. ( Nella foto il presidente della giunta regionale f.f. Domenico Spirlì )

AL DISASTRO SANITARIO SI RISPONDE CON LA BORBONICA “AMMUINA”……

Messo di fronte allo scenario incontestabile delle condizioni in cui versano ospedali e centri di vaccinazioni, ha ritenuto di effettuare delle nomine ai vertici delle ASP seguendo un criterio di rotazione o di alternanza, cioè muovendo i manager da una provincia all’altra , non si comprende con quali obiettivi. Se sono bravi e competenti andavano,almeno per il momento, lasciati a operare sul campo dove erano. Se non sono bravi e competenti andavano destinati ad altre incombenze in modo da non continuare a fare danni.
L’operazione del commissario Longo, purtroppo, somiglia alla famosa “ammuina” di borbonica memoria quando a Napoli…
(Nella foto il super-commissario Guido Longo)

SANITA’:OLIVERIO SI INVENTA UN COMPLOTTO E FA LA VITTIMA….

L’avvocato Paolini non si limita ad indicare i responsabili sulla base di una valutazione disgiunta da riscontri concreti ma offre ampia documentazione a supporto della sua accusa.Si tratta delle richieste e delle segnalazioni che l’AIOP negli anni ha formalizzato alla Regione ed ai commissari ad ACTA ,offrendo soluzioni, tecnologie, strutture d’avanguardia al fine di contenere ed abbassare il flusso dei calabresi che vanno a curarsi al nord.
Paolini cita in particolare il caso di quel laboratorio a conduzione privata che offre alla Regione una sofisticatissima quanto costosissima tecnologia per l’individuazione sul nascere di patologie tumorali. Il costo per la Regione, se effettua la convenzione con il laboratorio, si riduce alla metà di quanto paga per le stesse analisi fatte al nord. La risposta è che non ce n’è bisogno mentre i calabresi continuano a emigrare.

SANITA’ – Facciamo i nomi dei responsabili del disastro

Non ho prove per dire che dietro a questo ci sia il malaffare ma certo c’è negligenza e indifferenza, anzi disprezzo per i cittadini calabresi e per le risorse pubbliche.
E questa gravissima responsabilità ha nomi e cognomi ed io li conosco: Mario Oliverio, Massimo Scura, Saverio Cotticelli, Francesco Bevere, Guido Longo, Giacomino Brancati, e tanti che occupano le stanze di Palazzo Santelli e resistono all’insegna del “cosa-mi-importa-tanto-non-sono-soldi-miei”.-
(Nella foto Enzo Paolini Presidente AIOP)

LETTERA APERTA AL NUOVO SEGRETARIO DEL PD, ENRICO LETTA – “BASTA CON IL PARTITO DEL POTERE E DELLE ZTL!” PER UN “DEM NEW DEAL”. A PARTIRE DAL SUD.

Ha perfettamente ragione, Segretario: BASTA! E rilancio: inizi dalla Calabria! Dove il potere di certi “rais” locali ha desertificato i partiti, azzerato dignità e diritti delle persone, annullato la partecipazione democratica e compromesso la fiducia dei calabresi nei partiti e nelle istituzioni. Non glielo chiedo io, ma l’elettorato progressista calabrese che li ha già bocciati alle urne e respinti con un astensionismo record alle ultime elezioni regionali: non li vuole più nessuno, non li vota (né li voterebbe) più nessuno.

Anna Falcone
Calabrese libera