Bayrou, la Francia e il coraggio che manca all’Italia

(di Candida Tucci)

La sfiducia che ha travolto François Bayrou in Francia è un segnale politico che va oltre i confini nazionali.
Il premier francese ha osato toccare il nervo scoperto dell’Europa: il rischio di collasso del welfare, ereditato dai “Trenta Gloriosi” e oggi reso insostenibile da demografia negativa, debito crescente e calo di produttività.
Bayrou ha rotto un tabù, indicando chiaramente una verità che in Italia continuiamo a rimuovere: le generazioni più giovani stanno pagando il prezzo delle promesse fatte ai loro padri e ai loro nonni.
La sua frase — “Il debito è la schiavitù dei giovani” — ha la forza di una rivoluzione culturale. Non un tecnicismo economico, ma un atto di verità politica.
La Francia, con un deficit al 5,5% e una spesa sociale fuori controllo, si trova costretta a riforme drastiche: innalzamento dell’età pensionabile, contenimento della spesa pubblica, attrazione di capitale umano dall’estero.
Bayrou ha avuto il coraggio di dirlo in faccia al suo elettorato, sapendo di rischiare. E infatti ha perso la fiducia del Parlamento.
In Italia la situazione è simile, se non peggiore. Da anni la politica costruisce consenso sulle pensioni, bloccando meccanismi di riequilibrio e difendendo privilegi, mentre la popolazione si riduce e invecchia.
Le riforme strutturali, come la legge Fornero, sono state demonizzate, e i giovani continuano a emigrare in massa.
La retorica populista consola gli elettori anziani, ma scarica il peso del debito e della spesa sociale sulle spalle delle generazioni future.
Il paradosso è chiaro: Bayrou cade per aver detto la verità, mentre chi promette illusioni in Italia resta al sicuro.
Ma la realtà non si cambia con le illusioni. Prima o poi anche la nostra politica dovrà affrontare la sfida dell’equità intergenerazionale: pensioni, sanità, natalità, immigrazione.
E qui emerge un punto cruciale: la regola per uscirne esiste, ma è scomoda. Significa accogliere e integrare gli immigrati, trasformando le migrazioni in un processo ordinato e produttivo, non in una transumanza incontrollata. Significa scegliere di aprire canali legali, di governare i flussi e di farli diventare parte della nostra comunità e del nostro sistema produttivo. Solo così il patto tra generazioni potrà ritrovare equilibrio e sostenibilità.

La sfiducia francese segna la difficoltà di tradurre una “verità scomoda” in consenso politico, ma apre la strada a un dibattito nuovo.
Forse, tra qualche anno, sarà ricordata come il momento in cui l’Europa ha iniziato a guardare in faccia il proprio futuro.
L’Italia, invece, continua a guardare allo specchietto retrovisore.
Ma senza uno scatto di coraggio, il rischio è che non sia solo il welfare a crollare, ma l’intera promessa democratica tra generazioni. L’Italia può ancora scegliere se restare prigioniera di promesse a breve termine o se intraprendere la strada più difficile ma necessaria: quella che mette i giovani, il lavoro e la verità al centro di una nuova stagione politica.

Candida Tucci imprenditrice