SALVINI: “CHI SI FERMA E’ PERDUTO”- MA CI FA O C’E’ ?

SALVINI: “CHI SI FERMA E’ PERDUTO”- MA CI FA O C’E’ ?

SALVINI: “CHI SI FERMA E’ PERDUTO”– MA CI FA O C’E’ ?

All’uscita da Palazzo Chigi, dopo un vertice governo-maggioranza, Matteo Salvini aveva una espressione “tirata”, insolita per lui abituato a dire “me ne frego” a Bruxelles, ostentando un’aria di sfida e di smisurata sicurezza.

Quel “chi si ferma è perduto” che rimanda al bieco ventennio non è uno scivolone estemporaneo ma, come il “me ne frego “ delle camicie nere,è una affermazione consapevole.Ma siamo al folklore della politica che di solito non fa male ma , nel caso di Di Maio e Salvini, come ha spiegato e ammonito Mario Draghi, certi toni  e certe affermazioni  producono  danno e allarmano i mercati finanziari.

Di Maio e Salvini gridano al “complotto” contro il governo,le  riforme annunciate e la manovra finanziaria e parlano di terrorismo per fare  salire lo spread a 400 punti per  creare il panico fra i risparmiatori.

Può essere ma non si vede cosa ci guadagnerebbe l’Europa da un peggioramento dei conti pubblici dell’Italia e dai riflessi ineludibili che  avrebbe nell’eurozona.Bruxelles chiede il rispetto delle regole e degli impegni assunti circa l’equilibrio dei conti mentre è tutto da dimostrare che il maggiore indebitamento  teorizzato da Di Maio e Salvini produca investimenti , crescita economica e nuova occupazione.Analoga valutazione danno Fondo Monetario Internazionale (FMI) , Corte dei Conti ,Banca d’Italia e Ufficio Bilancio della Camera.

E sempre al folklore appartiene la dichiarazione di Di Maio quando, a fronte della valutazione negativa della Banca d’Italia circa i costi e gli effetti della legge Fornero riformata con “quota 101”, invita la Banca d’Italia a presentarsi alle prossime elezioni per avere-si suppone-mandato dal popolo.

Siamo ai vaneggiamenti-non c’è dubbio-e sono questi vaneggiamenti- riflesso evidente di totale assenza di cultura di governo– che allarmano i vertici europei e i mercati finanziari.

Ma, a quanto pare,dietro gli insulti, i toni arroganti, i nemici che complottano contro “ il governo del popolo” c’è un calcolo ben preciso sia da parte di Di Maio che di Salvini.Non è vero che la campagna elettorale è finita perché,al contrario,è appena cominciata ed è quella della prossima primavera per eleggere il nuovo parlamento di Strasburgo.

La messinscena prevede che,dopo avere annunciato il reddito di cittadinanza,la pensione di cittadinanza,la fine della povertà, il dimezzamento del numero dei parlamentari, l’attacco alle pensioni d’oro, il condono fiscale a beneficio delle  partite IVA e altre “rivoluzioni” costose per le quali non ci sono i miliardi necessari, di fatto –se non cade prima-il governo Di Maio-Salvini al voto ci arriva senza nulla di fatto.

Per colpa dell’Europa, ovviamente, che ha manovrato i poteri forti in Italia per fermare il governo del cambiamento detto anche il governo del popolo.Per cui-sarebbe la conclusione-bisogna cambiare gli equilibri politici in Europa e  votare Lega e 5Stelle al parlamento europeo. Semplice e lineare.Vestire i panni della vittima-insomma- per ottenere maggiori consensi.E per conseguire questo obiettivo occorre esasperare e forzare il conflitto con l’Europa e con chi la rappresenta, a cominciare da Junker e da Moscovici.

.La verità è che Di Maio e Salvini fanno le vittime consapevoli che non ci sono complotti contro di loro ma,semplicemente,non ci sono i miliardi che servono per mantenere gli impegni assunti con chi li ha votati.

I fatti dicono che il condono fiscale di Salvini è un regalo agli evasori fiscali,il reddito di cittadinanza  incardinato alla “ spesa morale” rischia il ridicolo, le indennità parlamentari sono rimaste intatte come il numero dei deputati e dei senatori e le pensioni d’oro non sono state ancora toccate.Infine ci sono quei 30 miliardi di spese inutili e di rendite parassitarie di cui andava parlando Di Maio in campagna elettorale che non sono stati toccati.E –per metterci mano e recuperare risorse- non è necessaria né l’approvazione di Bruxelles,né del Fondo Monetario .Internazionale né della Banca d’Italia.Basterebbe che il governo del cambiamento decidesse di passare dalle parole ai fatti. I numeri in parlamento ci sono. Questo è il vero problema .Non ha senso concreto  quel torbido “chi si ferma è perduto” di Matteo Salvini. Nessuno lo ferma se invece di premiare gli evasori fiscali  dà loro la caccia come dovrebbe fare con ‘ndrangheta,camorra e mafia di cui nulla ci dice sull’azione di contrasto.La domanda che comincia a prendere corpo è:”Ma Matteo Salvini c’è o ci fa ? “

 

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