OLIVERIO COME RENZI:” NON VI LIBERERETE DI ME……”

OLIVERIO COME RENZI:” NON VI LIBERERETE DI ME……”

OLIVERIO COME RENZI:” NON VI LIBERERETE DI ME……”

Manca poco meno di un anno alle regionali 2019 ma l’estate è stata ricca di manovre e di incontri,anche trasversali. La notizia circolava da giorni ma soltanto oggi ha avuto ufficializzazione sulla stampa locale.Circa 70 sindaci hanno firmato un documento col quale si schierano a sostegno della ricandidatura di Mario Oliverio alla guida della Regione anche per la prossima legislatura.                                                                                       

Sostengono i sindaci di avere trovato  “interlocuzione” e coinvolgimento col governo regionale, di avere partecipato alla distribuzione delle risorse e che,nel senso della continuità, sostengono la ricandidatura di Oliverio per portare a compimento le opere con lui e grazie a lui avviate. Che dire?

E’ un assist che ha certamente il suo peso ed al quale ha lavorato alacremente tutto lo staff di Oliverio.C’è chi osserva che 70 sindaci su 405 sono pochi e che soltanto 10 sono targati PD ma sono osservazioni frettolose.L’operazione si svolge in due tempi.

Nel primo tempo si lancia il documento dei 70 sindaci che sostengono la ricandidatura e invitano Oliverio a partecipare all’assemblea convocata per lunedì 17 a Feroleto Antico.A distanza di 24 ore il secondo tempo-salvo che non si tratti di una fake news- dell’operazione che vedrebbe oltre 200 sindaci aggiungersi ai 70 iniziali.Bingo!

Con 300 sindaci a sostegno non ci sarebbe partita e per Oliverio sarebbe un plebiscito.Ma come è possibile? Si aspettano conferme certe e soprattutto si aspetta di vedere chi ci sarà fisicamente a Feroleto Antico lunedi prossimo. Intanto si può discutere l’aspetto politico dell’operazione che scardina il quadro politico regionale e le quote di consensi attribuibili ai singoli partiti.

L’operazione è nel senso del “civismo”, nuovo termine politico per dire la politica che nasce dai territori e dalle amministrazioni locali,civiche appunto, che elettoralmente dovrebbero dare vita a liste civiche non più espressione dei partiti tradizionali.

Nel caso di Oliverio è la risposta alla disfatta elettorale del Pd il 4 marzo e a quel 17 per cento in flessione nei sondaggi. In Calabria il PD nei sondaggi è dato sotto il 10 per cento e questo spiega ampiamente l’operazione avviata da Oliverio. Il documento di sostegno dei 70 sindaci è uscito dal suo quartier generale, alla Cittadella, e i riconoscimenti ,dall’interlocuzione alle sinergie con i sindaci, se li è scritti da solo,verosimilmente.Ma non è questo il punto.

L’operazione “i sindaci con Oliverio” è un siluro micidiale  contro ciò che rimane del PD e,soprattutto,contro gli avversari interni.A cominciare da Guccione che di liste civiche ha cominciato a parlare per primo d’intesa con Andrea Orlando,ex-ministro della Giustizia. Oliverio ha giocato d’anticipo mettendo a frutto la lunga navigazione nei mari perigliosi e infidi della politica.

Appena eletto aveva affermato che non si sarebbe ricandidato ma è risaputo quanto valgono in politica affermazioni del genere. Oliverio dalla politica ha avuto tutto, a partire da 4-5 legislature in parlamento cui fanno corona un assessorato alla Regione e la presidenza della Provincia di Cosenza.Viene dal PCI e ne ha attraversato tutte le metamorfosi sempre obbediente al partito ed ai suoi gruppi dirigenti. Un uomo di partito,non vi è dubbio, che ha contribuito notevolmente al “mantenimento” del partito ed ora che il partito non c’è più, anche per merito suo, abbandona la nave come vuole la nota metafora. Gli riuscirà l’operazione? E’ presto per dirlo.

Per ora lo si può affiancare ed omologare a Matteo Renzi che ha recentemente annunciato, minaccioso :”Non vi libererete di me!”.A Matteo Renzi viene fatto carico di avere ridotto il PD al 17 per cento, a Oliverio di averlo portato in Calabria sotto il 10 per cento.Sia come sia 300 e più sindaci a sostegno della ricandidatura di Oliverio  sono oggettivamente troppi per essere credibili.

Se erano così entusiasti dell’operato e dell’azione di governo di Oliverio potevano venire fuori prima, senza aspettare che Oliverio fosse costretto a denunciare complotti contro di lui per mano di editori e giornalisti corrotti che scrivono e parlano male di lui e del suo governo.Può anche darsi che molti sindaci, non facenti parte dei 70 iniziali, intravedendo vantaggi e assegnazione di risorse regionali ai 70, per non restare fuori si sono precipitati ad aderire al manifesto di sostegno.                                       

Quanto al voto nell’urna si vedrà.Quello è tutto un altro gioco. E’ pur vero che Oliverio è in grado di dispensare favori e distribuire risorse nell’ultimo miglio della legislatura ma se i sindaci, da 70 passano a oltre 300, salta il tavolo perché la coperta è corta e non può coprire tutti.Di sicuro è un colpo di teatro politico di cui va riconosciuto il merito a Oliverio ed ai suoi navigati consiglieri di corte ma, col duopolio Salvini-Di Maio che nei sondaggi superano il 60 per cento dei consensi, 300 e più sindaci a sostegno di Oliverio o sono un bluff o saranno un “bidone”.Sempre pronti a ricrederci.

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