OLIVERIO SENTE PUZZA DI BRUCIATO….E VEDE COMPLOTTI

OLIVERIO SENTE PUZZA DI BRUCIATO….E VEDE COMPLOTTI

OLIVERIO SENTE PUZZA DI BRUCIATO….E VEDE COMPLOTTI

Quando si giunge in dirittura di arrivo ,soprattutto in politica, si deve dare conto di come si è affrontato il percorso.In questo caso la legislatura regionale che sta per concludersi con Mario Gerardo Oliverio alla plancia di comando. Oliverio parla di risultati conseguiti, di cambiamenti storici realizzati scardinando vecchi assetti di potere e consolidate logiche lottizzatrici.Prima di me-dice più o meno Oliverio- ci si riuniva consociativamente e si distribuivano quote di potere a garanzia della stabilità della maggioranza,del presidente e della giunta. Non è una rivelazione e comunque Oliverio,politico di professione di lungo corso, con le logiche di potere e di lottizzazione del potere ci ha costruito una carriera.Con quattro, se non cinque, legislature fatte alla Camera avrebbe dovuto lasciare un segno riconducibile a qualche battaglia politica di alto profilo o di impegno per il sud in generale e per la Calabria in particolare.

Ma non ve n’è traccia.Probabilmente qualcosa ci sarà negli archivi della Camera ma si tratta di alzate di mano su indicazione del capogruppo.Sempre pronti,comunque, a correggere il giudizio in presenza di riferimenti concreti ma fino ad oggi ignoti.Oliverio è stato,sempre e soltanto,un uomo di partito e al partito ha sempre obbedito schierandosi sempre con la leadership.

Aveva assicurato in campagna elettorale e subito dopo l’elezione che non si sarebbe ricandidato e questo lasciava intendere che avrebbe rivoluzionato gli assetti del governo regionale per non aver nulla da perdere.Si pensava,quindi,che per prima cosa avrebbe messo mano all’apparato burocratico,il vero ventre molle del governo regionale, dove dirigenti intoccabili hanno costituito nei loro dipartimenti veri e propri califfati.A seguire,o contestualmente,gli enti sub-regionali laboratori di politica clientelare e di dissipazione della spesa pubblica.

Poi c’era il pozzo nero della sanità ma il regime commissariale gli ha fatto da alibi mentre per il sistema dei trasporti e lo smaltimento dei rifiuti il  risultato,dopo 4 anni, è pressocchè zero.Non ha utilizzato 200 milioni destinati alle zone interne, non ha utilizzato i milioni destinati ai portatori di handicap, non ha utilizzato fondi destinati all’agricoltura, nessuna iniziativa di rilievo per il turismo a parte i tours enogastronomici negli stand fieristici. Per i depuratori che scaricano i liquami fognari a mare l’Europa ha contestato la mancanza di interventi concreti nonostante il finanziamento.Per farsi intervistare da Paolo Mieli all’Interno del Festival di Spoleto ha impegnato 100 mila euro oltre al solito stand con caciocavalli e nduja portati dalla Calabria. Ha annunciato misure per combattere la povertà che,notoriamente, elettoralmente rendono molto ma poco si è saputo sui criteri di selezione e di assegnazione di contributi.

Straparla di “cantiere 1”e “cantiere 2” ma non dice quali iniziative ha avviato per trarre beneficio dal riconoscimento di Gioia Tauro come zona a economia speciale(ZES).Ma diciamo che c’è un gap di comunicazione,che i risultati ci sono e che soltanto la faziosità e il malanimo non fanno vedere. Oliverio è da anni che annuncia report sul suo operato e sui risultati conseguiti ma il report tarda a venire e se qualche giornale raccoglie gli impietosi giudizi che circolano sulla sua presidenza ( “non ha fatto nulla”) la risposta di Oliverio è che alcuni organi di stampa sono nati per fare lotta politica a lui e alla sua giunta e che nell’informazione sulla Regione c’è chi agisce disonestamente nei suoi confronti. Il “report” con le cose fatte e i dovuti riscontri metterebbe fine ad ogni complotto comunicativo ma il report non c’è.Ci sono le chiacchiere che ne hanno fatto il presidente più incapace e inutile che la Calabria abbia avuto.

Ora si vuole ricandidare e,in questo senso, ha aperto  “cantieri” elettorali creando non pochi mal di pancia nella maggioranza che lo sostiene fatta di consiglieri che non hanno alcuna certezza di essere rieletti e vorrebbero,almeno a fine legislatura,maggiore spazio e visibilità.

Ma c’è di più.L’establishment politico di Catanzaro,politicamente trasversale e in qualche modo autorevole, va facendo riunioni con l’obiettivo di conquistare la guida della Regione in alternativa a Cosenza e Reggio.Ambizione legittima, anche se politicamente pasticciata, che può essere appagata attesa l’inesistenza politica del PD, al momento, e l’assoluta improponibilità di Oliverio per una riconferma.Non avere consapevolezza di questo è colpa più grave delle lotte intestine che dilaniano il PD calabrese.

Per concludere Oliverio ha un solo modo per posizionarsi come possibile candidato e cioè rendere conto di ciò che ha fatto,che non ha fatto,che avrebbe voluto fare e che non gli hanno consentito di fare.Possibilmente facendo qualche nome. Se non sono le solite chiacchiere i calabresi potrebbero rivedere il loro giudizio e regolarsi di conseguenza. Ma come non accorgersi se i risultati ci fossero?

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