I NOSTRI RAGAZZI  IGNORANTI E IL NOSTRO CETO POLITICO…

I NOSTRI RAGAZZI  IGNORANTI E IL NOSTRO CETO POLITICO…

I NOSTRI RAGAZZI  IGNORANTI E IL NOSTRO CETO POLITICO…

Ogni anno, attraverso i dati forniti da INVALSI,istituto che valuta l’andamento dell’istruzione e della formazione nelle scuole italiane,si ha conoscenza del grado di istruzione degli scolari delle elementari, delle scuole medie e delle seconde superiori.

Ebbene i dati relativi al 2018 dicono che l’Italia,anche per l’istruzione e la formazione, è divisa in due con un differenziale di circa il 50 per cento a favore del nord.Vale a dire che gli studenti delle scuole medie del Mezzogiorno, e più in particolare della Calabria, esprimono ,per quanto riguarda la lingua italiana e la matematica,un grado di istruzione e di preparazione inferiore di oltre il 50 per cento rispetto alla media nazionale. Semplificando. Non sanno parlare in italiano e meno che mai sanno fare di conto.

Messa così la situazione non si può guardare con ottimismo al futuro di questi ragazzi che certamente non sono responsabili,se non in minima parte,di un differenziale qualitativo così penalizzante.Eravamo consapevoli del pregiudizio che vuole i meridionali “brutti,sporchi e cattivi” ai quali,negli anni  50-60 della forte migrazione al nord,si riservavano cartelli con la scritta “non si fitta ai meridionali” e ai quali,in tempi più recenti, la Lega di Salvini attribuiva un cattivo odore che li rendeva riconoscibili ma non pensavamo che nelle scuole il differenziale nord-sud avesse queste proporzioni.

Sapevamo anche che quando è nata l’Università della Calabria i docenti venuti da Trento riscontravano negli studenti una grande difficoltà ad esprimersi in italiano al punto di ipotizzare la possibilità, per gli studenti con particolari difficoltà, di esprimersi in dialetto. Messo di fronte a una ipotesi così devastante,quel grande rettore che è stato Beniamino Andreatta rispose così al docente che aveva fatto la proposta:” Vuol dire che nel mentre imparano a migliorare l’italiano tutti corsi avranno come materia obbligatoria l’inglese.Parleranno  l’inglese meglio dell’italiano ed avranno maggiori occasioni e opzioni  di trovare lavoro nelle scelte professionali “.Ma era Beniamino Andreatta.

Non sappiamo quali considerazioni abbia sviluppato il presidente Oliverio sui dati INVALSI  visto che non si registra alcuna dichiarazione al riguardo come nessuna riflessione è venuta dall’interno di “tutto il cucuzzaro” del consiglio regionale.Nessuno chiede conto del perché nelle scuole calabresi (meridionali più in generale) il livello di istruzione è così basso, quanta responsabilità hanno docenti e capi di istituto e,  ancora di più, i genitori degli alunni che dovrebbero per primi cogliere certe “ insufficienze” e farne carico ai responsabili d’istituto dell’ordinamento scolastico.

Invece acqua in bocca  e complicità compiacente con docenti negligenti che vengono meno ad una responsabilità delicatissima visto che si tratta di formare le giovani generazioni. Cominciano da qui i problemi che i nostri ragazzi poi si troveranno all’università e poi ancora quando andranno ai colloqui per un posto di lavoro. Se il livello politico ,quello che governa la regione,tace è perché non è in grado di cogliere la gravità di un differenziale così alto nell’istruzione e nella formazione.

Del resto “Cetto la qualunque”, mitico personaggio del politico calabrese interpretato da Antonio Albanese, nasce dal livello culturale attribuito ai politici di professione.E così i conti tornano.Dalla scuola all’impiego nella pubblica amministrazione, alla politica,alla guida delle istituzioni, alla gestione dei servizi sociali il differenziale che penalizza l’istruzione del sud ce lo ritroviamo in termini di civiltà,di progresso e,ovviamente,di qualità della vita.Possibile che il problema non meriti una qualche attenzione ?

Per di più, quando si avranno i dati sugli esami di maturità, scopriremo che i più alti punteggi li avranno ottenuti gli studenti calabresi (meridionali ) in netta contraddizione con i dati INVALSI.Come dire,ci facciamo male da soli,ci imbrogliamo da soli.

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