LA MADRE A MATTEO SALVINI:”CERCA DI SORRIDERE…FIGLIO MIO…”

LA MADRE A MATTEO SALVINI:”CERCA DI SORRIDERE…FIGLIO MIO…”

LA MADRE A MATTEO SALVINI:”CERCA DI SORRIDERE…FIGLIO MIO…”

Cuore di mamma non mente e Matteo Salvini non fa mistero della raccomandazione della madre che lo esorta a sorridere davanti a taccuini e telecamere.In effetti le stesse cose il leader del Carroccio potrebbe dirle in modo diverso, con un lessico più istituzionale e comunque all’altezza di un ministro della Repubblica.

Accade,invece,che Matteo Salvini,ministro dell’Interno,con alle spalle le bandiere italiana ed europea, dalla scrivania del ministero, adotta un linguaggio che, per immediatezza e radicalità,richiama le osterie della Val Brembana dopo il quarto bicchiere.Come fa un ministro a parlare con quel tono di sfida e quel ghigno mal dissimulato, di chi cerca la rissa, che tanto fa soffrire la sua mamma che certamente gli vuole bene? Ma il ministro dell’Interno fa soffrire ancor di più chi non vuole bene a lui ma vorrebbe,per la dignità politica del Paese, che il ministro e vice-presidente del consiglio dei ministri le sue polemiche le facesse con quel minimo sindacale di stile che deve avere un membro del governo. Parla a nome dell’Italia non del “prato di Pontida”.

Il presidente francese nei suoi confronti non è meno duro ma il linguaggio  resta “politico” e non si  concede cadute di stile. E,invece,il nostro ministro, a conclusione di uno sproloquio minaccioso nei confronti dei partner europei circa l’impedimento  alle navi ong  che  soccorrono migranti di sbarcare sulle coste italiane, per significare che non ci saranno ripensamenti da parte dell’Italia, pronuncia il suo “nisba”,filiazione semantica dell’ancor più famoso “la pacchia è finita” riferito sempre ai migranti.

Ora non è che se Matteo Salvini andasse a scuola di buone maniere in generale e di maniere istituzionali in particolare,le pulsioni  autoritarie,populiste e sovraniste subirebbero una compressione.Salvini resterebbe ugualmente pericoloso per la tenuta della democrazia e della convivenza sociale perché il registro delle sue affermazioni rimane la paura,evocata sia per quanto riguarda i migranti che i rom che i ladri di appartamento che i vaccini.

Al momento sta tenendo sotto controllo la sua ostilità nei confronti dell’euro, che verrà chiamato in causa alle prime contestazioni di Bruxelles sulla tenuta dei conti pubblici.Il suo populismo non sarà la “lebbra” che paventa Macron ma per certo sta isolando l’Italia ai tavoli di Bruxelles.

Con i “nisba” non si va lontano, si vellica l’egoismo dei soggetti socialmente e culturalmente più indifesi, si conquistano voti nelle urne e punteggi nei sondaggi ma non si esce dalla crisi,dalla povertà,dalla precarietà,dall’insicurezza,dalle paure che lo stesso Salvini ha seminato giocando sulla pelle del Paese una partita cinica, sciagurata e rovinosa.Per tutti. E, quel che è peggio, col PD nell’angolo e la sinistra storica allo sbando, non si vede opposizione.Meno che mai Resistenza.

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