GOVERNO:PRESSING SU BERLUSCONI PER DARE VIA LIBERA….

GOVERNO:PRESSING SU BERLUSCONI PER DARE VIA LIBERA….

GOVERNO:PRESSING SU BERLUSCONI PER DARE VIA LIBERA….

Una proroga di 24 ore è stata accordata dal capo dello Stato a M5Stelle e Lega per un ultimo tentativo di formare un governo politico, segno che le trattative non si sono mai interrotte e che il voto anticipato,soprattutto a luglio,è un rischio per tutti. Luigi Di Maio e Matteo Salvini probabilmente dispongono  di sondaggi che attestano il calo dell’indice di gradimenmto nei loro rispettivi confronti. La critica  e il giudizio prevalente è quello di incompetenza ovvero manifesta inadeguatezza a farsi carico del governo del Paese.Non è che ci volesse molto per capirlo ma 60 e più giorni di incontri inutili,l’arretramento rispetto agli impegni del reddito di cittadinanza,della legge Fornero e della flax tax , il privilegiare la propaganda piuttosto che la proposta politica hanno delineato un profilo basso e  del tutto insufficiente di cultura di governo sia per Di Maio che per Salvini. E così,dopo essersi scambiati giudizi durissimi circa i reciproci comportamenti nella fase degli incontri, i due leader hanno trovato un punto d’incontro per un estremo tentativo.Il nodo da sciogliere è sempre Berlusconi ma se, con la sua disinvoltura,Luigi Di Maio ha affermato che “il problema non è Berlusconi”, facendo così cadere la scomunica che fino ad oggi ha bloccato il centrodestra ,vuol dire che la situazione si può sbloccare.L’ipotesi più accreditata è una “benevola  astensione” da parte di Forza Italia che,di volta in volta, sceglierà come votare sui singoli provvedimenti.Ovviamente,se l’operazione andrà in porto,vorrà dire che Berlusconi avrà avuto le garanzie che gli stanno a cuore e che riguardano la legge sul conflitto d’interessi e le sorti delle sue aziende.Ma più che la disponibilità di Berlusconi a farsi da parte deve aver giocato pesantemente l’aria che tirava in parlamento di fronte all’incombente  varo del governo di garanzia che implicava la fine della legislatrura e il ritorno al voto già a luglio.Un rischio che nessuno voleva correre al di là delle dichiarazioni ufficiali.Al capo dello Stato va riconosciuta l’abilità di avere messo in campo il governo di garanzia lasciando a Lega e M5Stelle la responsabilità di non aver trovato l’accordo.L’avere per altro sconfessato in partenza “il governo neutrale” annunciato da Mattarella aveva configurato un vulnus all’immagine del capo dello Stato ed al suo ruolo di garante. Un governo del presidente bocciato prima ancora di presentarsi alle Camere apriva una crisi di “sistema” dagli esiti imprevedibili. Mattarella avrà giocato d’azzardo ma,forse,ha avuto la meglio.Resta l’atteggiamento anti-sistema, irresponsabile e oltraggioso,  dei due “mezzi vincitori” che,prima o poi,saranno chiamati a darne politicamente conto. Del resto il ritorno alle urne a luglio di certo non avrebbe portato a maggiori consensi in quell’elettorato mobile che,al di là della propaganda,valuta i fatti e i risultati rispetto alle promesse.Spostare in avanti il ritorno al voto fa comodo a tutti e soprattutto a Forza Italia e PD che si sarebbero trovati schiacciati in un confronto a due fra Lega e 5Stelle.In particolare il PD potrà affrontare le divisioni interne e riposizionarsi dopo avere affrontato il congresso e la leadership del partito.Saranno soddisfatti anche coloro che auspicavano di poter vedere  sia Di Maio che Salvini alle prese con le responsabilità di governo e con i problemi internazionali.Se non fosse una partita giocata sulla pelle del Paese sarebbe una esperienza dalla quale usciremmo tutti più consapevoli che le questioni di governo sono una cosa seria e che non ci si improvvisa “statisti” dopo aver demagogicamente alterato gli equilibri politici del Paese con promesse irrealizzabili o talmente difficili da mantenere da rasentare l’inganno.Che gli dei ci assistano.

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