PERCHE’ OLIVERIO SI RITROVA COPERTO DI M….

PERCHE’ OLIVERIO SI RITROVA COPERTO DI M….

PERCHE’ OLIVERIO SI RITROVA COPERTO DI M….

Nel Pd calabrese  si parla di congresso e di chi deve prendere in consegna le macerie del voto del 4 marzo.L’assemblea di sabato non ha fatto registrare novità di rilievo rispetto alle impietose valutazioni che si sono abbattute sul partito all’indomani  del voto e  alle quali nessuno ha risposto.Tutti parlano al futuro,da dove ricominciare,territori e periferie, fino al non plus ultra del “tornare a parlare alla gente”.Questa la commedia messa in scena a Roma e replicata in tutte le province dell’universo PD.Uno spettacolo di ipocrisia sfacciata perché nessuno si assume la responsabilità della sconfitta salvo Ernesto Magorno,segretario regionale uscente,che non si sottrae alle sue responsabilità  ed ha inutilmente sollecitato a un’assunzione di responsabilità chi ha avuto ruoli politici nelle istituzioni.Esplicito e diretto è stato l’invito rivolto a Oliverio di “cambiare marcia” nella guida del governo regionale anche se,successivamente,ha dovuto ammorbidire la sua critica.Ma la richiesta di cambio di marcia rimane,  senza risposta.Tutt’altro.Oliverio rivendica il merito di avere operato una profonda “bonifica dell’apparato amministrativo regionale”,di cui nessuno si è accorto, e di aver portato avanti una “intensa opera  di programmazione”. Oliverio ha avuto la disinvoltura di presentarsi all’assemblea vestendo i panni della vittima sacrificale responsabile della disfatta elettorale in Calabria.Ha lamentato il lancio di merda, dall’interno del PD,  sulla sua figura e il suo operato e considera ciò ben più grave degli attacchi degli avversari politici. A presentargli il conto delle sue inadempienze e dei risultati mancati ha provveduto con la solita  ferocia Carlo Guccione che,notoriamente ,a Oliverio vuole molo bene da quando lo dimissionò senza preavviso da assessore al Lavoro.Gli ha contestato l’ossessiva pretesa di azzerare  la gestione commissariale in Sanità,  fino a minacciare l’incatenamento davanti a Palazzo Chigi,  senza preoccuparsi del collassarsi del servizio sanitario in tutte le strutture ospedaliere  con pesanti conseguenze per i cittadini bisognosi di cure e costretti a ricoverarsi fuori regione.Ma il colpo finale Guccione lo ha assestato quando,riferendosi all’annunciata volontà di Oliverio di ricandidarsi l’anno prossimo alla guida della Regione, ha chiosato che una eventualità del genere farà precipitare il PD al 10 per cento dei consensi. A difendere Oliverio e il suo operato ha provveduto Nicola Adamo, personaggio controverso  e molto chiacchierato che  controlla gli organismi di partito  e che influenza le scelte di Oliverio pur non avendo alcun ruolo né nel partito né in alcuna istituzione.Vive del potere che ha esercitato  lungamente in Regione e utilizza abilmente le leve  di cui dispone Oliverio per tenere sotto controllo il partito. Oliverio e Adamo,in sintonia con Magorno,vogliono il congresso prima che si riproponga come necessaria quella rottamazione che Matteo Renzi aveva promesso e poi abbandonato e che la disfatta elettorale pone in termini ineludibili soprattutto al sud.Quanto alla “ merda” che con linguaggio naif  Oliverio lamenta sulla sua persona, smetta di fare la vittima e chieda ai sindacati perché considerano,numeri alla mano, fallimentare la sua esperienza di governo dalla sanità al lavoro,dai trasporti al turismo, dal contrasto alla corruzione  alla  lotta alla povertà , dalla trasparenza degli atti amministrativi  alla vigilanza sulle infiltrazioni dei poteri criminali. Di fronte alla disfatta del 4 marzo non ha saputo fare altro che annunciare un rimpasto di giunta a sua esclusiva discrezione e la volontà di ricandidarsi alle regionali del 2019.Bisogna riconoscere che non ha fatto mistero di cosa gli stia veramente a cuore.

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