PD CALABRIA-COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO…….

PD CALABRIA-COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO…….

PD CALABRIA-COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO…….

Sono trascorsi quasi dieci giorni dall’impietoso responso delle urne e,se a livello nazionale non sono mancate le prese d’atto e le dimissioni di Matteo Renzi, in Calabria un silenzio di pietra accompagna la disfatta al netto delle esternazioni di qualche personaggio di terza fila.A salvare l’onore del PD, si far per dire, accettando e ammettendo la portata della disfatta elettorale, hanno provveduto i 3 parlamentari eletti in Calabria e cioè ErnestoMagorno,Antonio Viscomi ed Enza Bruno Bossio invitati dal circolo PD di Pianopoli a intervenire ad una assemblea.La Bruno Bossio,che non manca di esperienza sia per quanto riguarda i successi che gli insuccessi, ha fatto pubblica ammenda nello stile dell’autocritica liberatoria. Ha parlato di errori, di insufficiente presenza sui territori, di mancata percezione degli umori della gente ma nessuna imputazione di responsabilità al gruppo dirigente, meno che mai al presidente della giunta regionale che,invece,con la sua inconcludenza non è riuscito a portare voti nemmeno mobilitando tutto il potere regionale di cui dispone in modo incontrastato.Antonio Viscomi, figura non espressione né dell’apparato né della nomenclatura, vede la rinascita in un processo di rigenerazione del PD che deve tornare ad essere interprete dei bisogni reali e percepiti dalle fasce più deboli della società. Ernesto Magorno,dimissionario dalla carica di segretario regionale, non si è fatto sconti e si è fatto carico della disfatta e degli errori commessi ma non ha risparmiato critiche e addebiti a chi non ha fatto fino in fondo la sua parte rifugiandosi nell’ambiguità in attesa di un risultato sfavorevole scontato. Tacciono anche i supporter di Oliverio che sono stati eletti in consiglio regionale grazie a lui  che se li è portati al seguito dopo averli avuti accanto nell’amministrare potere e risorse alla Provincia di Cosenza.Il coraggio non li ha mai contraddistinti con ciò facendo mancare a Oliverio un confronto critico che certamente gli sarebbe tornato utile e,probabilmente, non lo avrebbe consegnato alla storia della Calabria come il più inutile e incapace presidente che abbia avuto.Il suo consigliere e stratega è stato e rimane Nicola Adamo, considerato la mente diabolica di ogni intrigo soprattutto per il controllo che ha sulle articolazioni territoriali del partito e i relativi tabulati di iscritti ed elettori dichiarati.Nicola Adamo,ovviamente, tace anche perché,per ragioni di opportunità, gli è stata inibita la scena politica e i riflettori della visibilità . A sentire  le imprecazioni che vengono dai circoli del PD e dalla sua base sociale, Oliverio e Adamo portano le maggiori responsabilità della disfatta   non fosse altro perché le leve del governo regionale le hanno avute in mano loro e le hanno usate con molta disinvoltura ma non per creare consenso   e, a quanto pare, nemmeno per ottenere riconoscenza dalle fameliche clientele  alimentate con la spesa pubblica, le assunzioni promesse.I tanti esponenti di partito inseriti nel sistema di potere regionale ,con indennità scollegate da ogni competenza, hanno  contribuito e non poco a spostare il voto giovanile verso il M5Stelle.  Il silenzio di chi ha gestito potere la dice lunga ma non porta a prevedere che siano disposti a farsi da parte né che  vengano messi da parte.Tutt’altro.Sono già al lavoro, in vista del congresso o,comunque,dei nuovi organismi da eleggere insieme alla segreteria regionale, per mantenere il controllo del partito e portare alla segreteria un ventriloquo di assoluta obbedienza.Dalla caduta elettorale ci si può rialzare  quando il marcio non è arrivato in profondità e l’infezione è limitata e sotto controllo. Ma dalla malapolitica e dai suoi interpreti, che in Calabria hanno nome e cognome, non possono che discendere altre disfatte.

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