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IN CALABRIA NEI COLLEGI UNINOMINALI 7 AL CENTRODESTRA E 1 AL M5S-  IL PD METTE LE MANI AVANTI IPOTIZZANDO CONGIURE E SABOTAGGI INTERNI…

IN CALABRIA NEI COLLEGI UNINOMINALI 7 AL CENTRODESTRA E 1 AL M5S- IL PD METTE LE MANI AVANTI IPOTIZZANDO CONGIURE E SABOTAGGI INTERNI…

IN CALABRIA NEI COLLEGI UNINOMINALI 7 AL CENTRODESTRA E 1 AL M5S-  IL PD METTE LE MANI AVANTI IPOTIZZANDO CONGIURE E SABOTAGGI INTERNI…

Lo studio commissionato da Repubblica al prof. Vassallo dell’Università di Bologna, sulla risposta delle urne se si votasse oggi, è attendibile ma non decisivo.In fondo una campagna elettorale si fa per modificare le posizioni di partenza a proprio vantaggio e a svantaggio degli avversari.Può anche darsi che, al di là degli scostamenti tecnici e dei possibili errori, il risultato finale non cambi ma è tutto da vedere.In base allo studio del professore bolognese, che si avvale degli ultimi sondaggi e dei flussi elettorali delle politiche del 2013 incrociati con i cambiamenti intervenuti negli schieramenti politici, il centrodestra viaggia a gonfie vele nei collegi uninominali anche se la sommatoria finale con il proporzionale non fa scattare la maggioranza necessaria per poter formare un governo.Ma la tendenza è questa, salvo imprevisti come il temuto impedimento di Berlusconi a mantenere il ritmo delle presenze televisive.Lo studio pubblicato da Repubblica attribuisce,in Calabria, 7 degli 8 collegi uninominali al centrodestra mentre l’ottavo andrebbe al M5S.Fin qui lo studio ma non si può trascurare il fatto che appena una settimana fa la stampa calabrese riportava un sondaggio che al centrodestra non attribuiva nemmeno un seggio.Cautela,dunque, perchè giornali e analisti ci mettono la faccia e,quindi,è loro il problema dell’affidabilità.A stare alle previsioni dello studio  il collegio uninominale di Reggio andrebbe a Francesco Talarico ex-UDC e oggi candidato con NCI,quello di Catanzaro a Mimmo Tallini di Forza Italia,quello di Vibo a Wanda Ferro di FDI,quello di GioiaTauro a Francesco Cannizzaro di Forza Italia, quello di Crotone a Giancarlo Cerelli della Lega, quello di Castrovillari ad Andrea Gentile di Forza Italia, quello di Corigliano a Ernesto Rapani di FDI, quello di Cosenza a Maria Laura Orrico del M5S.Questi sono gli esiti tendenziali ma “incerti”,nel senso che per il momento è la distanza degli altri candidati a favorirli ma nulla si può escludere con 4 settimane di campagna elettorale davanti.Al PD calabrese,che i risultati dello studio li ha conosciuti prima della pubblicazione su Repubblica, tanto è bastato per mettere le mani avanti e prevenire le conseguenze della sconfitta annunciata.I feudatari intermedi del partito,cioè i segretari provinciali,hanno rilasciato un documento comune col quale fanno appello al senso dell’appartenenza al Pd, alle sue responsabilità come forza di governo e di cambiamento, alle aspettative degli italiani che non vanno deluse e,quindi,l’invito a mettere da parte risentimenti e mugugni per come è andata la scelta dei candidati e impegnarsi a fondo per recuperare i punti percentuali perduti e guadagnare possibilmente posizioni più avanzate. La preoccupazione arriva da Roma ma la notizia non è l’appello ai militanti quanto il timore dichiarato che risentimenti e mugugni possano dare vita a boicottaggi definiti “interni”.Cosa significa o vuole significare? A pensare male, poichè si dà per scontata la sconfitta, anzicchè farla risalire alle condizioni in cui è ridotto il PD, partito di potere e di clientele, frammentato in correnti interne, male rappresentato, già punito nelle competizioni amministrative e quotidianamente screditato dall’incapacità di Oliverio ad affrontare i problemi e mettere fine alle pratiche clientelari che continuano a caratterizzare il governo della Regione , si ipotizzano rappresaglie nell’urna per le candidature avallate da Roma.Il che significa, anche se dall’interno del partito nessuno lo ha dichiarato, che le candidature messe in campo non sono condivise da militanti ed elettori del PD.Se così stanno le cose le responsabilità sono tutte del gruppo dirigente che ha ridotto il partito a bande di potere. Se a Renzi è andato bene dare credito al gruppo Oliverio-Adamo se lo tenga e si prenda la risposta delle urne.

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