SONO CASALEGGIO E GRILLO A SCONSIGLIARE A DI MAIO DI AFFRONTARE RENZI…….

di maioSe pensava di umiliarlo sottraendosi alla sfida televisiva che lui stesso aveva sollecitato,Luigi Di Maio ha offerto invece  a Renzi un assist politico che il “ ragazzo di Rignano” ha saputo utilizzare.Stabilito, per convincimento unanime, che Di Maio  si  è sottratto,verosimilmente, per disposizione del duo Casaleggio-Grillo che una volta acquisito, sia pure senza ricorrere al Malox, che in Sicilia non era andata come ci si augurava, Di Maio non era all’altezza di affrontare Renzi. Avrebbe dovuto spiegare una sconfitta che gli apparteneva dopo aver percorso in lungo e in largo la Sicilia come trampolino per Palazzo Chigi.Anche Renzi usciva sconfitto dalle urne ma era nelle previsioni e lo stesso Renzi si era tenuto lontano dai palchi comiziali a sostegno di Micari. La spiegazione fornita da Di Maio è uno sberleffo di cattivo gusto,per altro costruito su un dato discutibile come quello del voto siciliano,essendo noto che nella “buttanissima Sicilia” di Pietrangelo Buttafuoco tutti gli accadimenti rispondono a logiche che “il continente”(così i siciliani chiamano il resto d’Italia) non può capire,come rispose un bibitaro a un giornalista che faceva domande sulla controversa morte del bandito Giuliano.E,se la Sicilia è un mondo a sé, è una forzatura assumerla a test di dinamiche elettorali nazionali. Si vedrà ma la partita da giocare ora sono le elezioni di primavera e Renzi di questo si è preoccupato sottoponendosi su La7 alle domande di quattro giornalisti notoriamente non bendisposti nei confronti dell’ex-premier. Renzi se l’è cavata con abilità, rivendicando  gli obiettivi conseguiti da premier e riconoscendo, qui la novità,di aver commesso errori che certamente hanno a che fare con la crisi che vive il PD.Ma se qualcuno pensava che si presentasse conciliante e inclusivo,fuori e dentro il PD,si è sbagliato.Ha mantenuto le sue posizioni pur dichiarando che non pone veti per allargare il centrosinistra,non escludendo l’MDP di Bersani.Ma è ben consapevole di cosa c’è dietro la richiesta che gli viene fatta di fare un passo indietro per poter avviare una riconciliazione.E’ convinto di essere alle prese con il gioco del cerino che in politica vuol dire addebitare all’altro la responsabilità di un mancato accordo.Per di più bisogna tenere conto delle consultazioni che il presidente del senato,lasciato il PD, ha avviato con Pisapia e le formazioni a sinistra del PD.Probabilmente Renzi bluffa quando dice di puntare al 40 per cento insieme alle liste che riuscirà a mettere in coalizione ma è convincente quando fa capire che le liste dei candidati le fa lui ed è con lui che comunque bisognerà fare i conti per dare vita al  governo del dopo elezioni.Non si esclude ma non si impone necessariamente.Deciderà lui se derogare allo statuto che prevede il segretario del PD anche come candidato premier.Intanto Paolo Gentiloni si è premurato di far sapere che non è disponibile a fare il premier a dispetto di Renzi.E questo non farà piacere a Bersani e a quel che rimane della “ditta”.E’ un’altra mucca in corridoio.